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Giovedì, 29 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Piattaforme digitali coinvolte nel processo di riscossione dell’IVA

La Commissione Ue illustra le misure che troveranno applicazione dal 1° luglio 2021

/ REDAZIONE

Giovedì, 1 ottobre 2020

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Ieri, 30 settembre 2020, la Commissione europea ha pubblicato le Note esplicative sulle novità IVA in materia di commercio elettronico, con lo scopo di supportare le imprese del settore, in particolare quelle più piccole, in una prima comprensione degli obblighi IVA cui saranno soggette dal 1° luglio 2021 qualora effettuino operazioni transfrontaliere nei confronti di privati consumatori nella Ue.

Si ricorda che le novità sono contenute principalmente nelle direttive 2017/2455/Ue e 2019/1995/Ue (modificative della direttiva IVA) e, in base alle previsioni iniziali, avrebbero dovuto applicarsi dal 1° gennaio 2021. Tuttavia, a causa delle difficoltà connesse all’emergenza epidemiologica, la loro efficacia è stata rinviata di sei mesi (si veda “Estensione del MOSS rinviata a luglio 2021” del 30 luglio 2020).

La finalità delle nuove misure, come ricordato dalla Commissione europea, è quella di superare gli ostacoli che l’attuale normativa pone alle imprese che effettuano vendite on line transfrontaliere.

Tali ostacoli derivano in particolare:
- dall’applicazione del regime IVA delle vendite a distanza (in base al quale le imprese Ue che vendono beni on line a privati consumatori devono registrarsi nello Stato membro del committente al superamento delle specifiche soglie di volume d’affari stabilite a livello nazionale);
- dall’esenzione IVA prevista per le importazioni di beni di valore trascurabile, in quanto si presta a pratiche abusive;
- dal fatto che le imprese extra-Ue che vendono beni da Paesi terzi a privati consumatori nell’Unione, beneficiano di un vantaggio commerciale rispetto alle imprese Ue.

Pertanto, con l’obiettivo di semplificare gli obblighi per le imprese comunitarie operanti nell’e-commerce e di rafforzare il mercato unico Ue, viene prevista:
- l’estensione del regime speciale MOSS alla generalità delle prestazioni di servizi B2C e alle vendite a distanza intracomunitarie di beni, nonché ad alcune cessioni interne;
- la sostituzione delle attuali soglie previste per l’applicazione del regime delle vendite a distanza con un’unica soglia unionale di 10.000 euro;
- l’abolizione dell’esenzione IVA all’importazione per le spedizioni di valore fino a 22 euro e la previsione di un nuovo regime speciale per le vendite a distanza di beni importati da paesi extra-Ue di valore non superiore a 150 euro (Import One Stop Shop), nonché alcune semplificazioni in caso tale regime non venga applicato.

Inoltre, un ruolo centrale, nel nuovo impianto normativo unionale è previsto per le c.d. “piattaforme digitali”, ossia per i soggetti che facilitano le vendite a distanza di beni tramite un’interfaccia elettronica, in quanto essi, oltre a essere destinatari di specifici obblighi di conservazione dei dati per le vendite facilitate, saranno coinvolti nel processo di riscossione dell’IVA.

A tale scopo, il nuovo art. 14-bis della direttiva 2006/112/Ce ha introdotto una fictio iuris in base alla quale, in determinate circostanze, i soggetti in parola si considerano fornitori dei beni di cui facilitano la cessione e sono debitori della relativa imposta. In particolare, la previsione si applica in caso di vendite a distanza di beni importati da Paesi terzi di valore non superiore a 150 euro e alle cessioni di beni all’interno della Ue (sia cessioni domestiche che vendite a distanza intracomunitarie) effettuate da un soggetto passivo che non è stabilito nella Comunità nei confronti di privati consumatori Ue.

In tal modo, il legislatore unionale intende rendere più efficiente la riscossione dell’IVA e ridurre gli oneri amministrativi in capo ai fornitori, alle Amministrazioni fiscali, nonché ai privati consumatori.

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