Unione giovani critica sul risarcimento da inadempimento
L’Unione giovani (UNGDCEC), in un comunicato stampa diffuso ieri, ha manifestato profondo disappunto per il principio espresso dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 22855/2020 (si veda “Il commercialista risarcisce anche la maggiore imposta pagata dal cliente” del 21 ottobre 2020).
La Cassazione, si ricorda, si è pronunciata sulla richiesta del cliente di rideterminare il risarcimento del danno dovuto dal commercialista tenendo conto non solo delle sanzioni effettivamente pagate dal cliente, ma anche della differenza tra quanto effettivamente pagato a titolo di imposta e quanto sarebbe dovuto essere corrisposto se il professionista avesse svolto diligentemente il proprio incarico. La Corte ha rinviato ai giudici di merito perché valutino nuovamente tali elementi.
Per l’Unione giovani, l’inclusione delle maggiori imposte pagate dal cliente nel danno da risarcire aggrava le già numerose criticità che caratterizzano la professione, mentre occorrerebbero maggiori tutele “al fine di poter svolgere la nostra attività con degli strumenti certi che ci consentano di esprimere la professionalità e la competenza che ci contraddistinguono”.
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