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Venerdì, 15 gennaio 2021 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

AIDC: «La proroga last minute non è una vittoria»

/ REDAZIONE

Sabato, 28 novembre 2020

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Più irritazione che sollievo. Così l’AIDC ha accolto la proroga dei versamenti e delle dichiarazioni al 10 dicembre, annunciata due giorni fa nel corso di un convegno e poi ufficializzata ieri dal MEF tramite comunicato stampa.

“Irritazione – spiega l’associazione guidata da Andrea Ferrari – per coloro che, con senso di responsabilità, si sono impegnati oltremodo per rispettare i termini, rifiutandosi di confidare nella solita, cialtronesca, proroga dell’ultimo minuto. Irritazione aggravata, poi, per tutti i colleghi, stritolati dalle scadenze concentrate alla fine di questo mese: trasmissione delle dichiarazioni dei redditi e delle liquidazioni periodiche IVA, calcolo degli acconti delle imposte, districandosi, peraltro, nel labirinto dei presunti, storici e sospesi, e predisposizione delle variegate richieste di bonus, contributi e ristori, introdotti per sostenere imprese e professionisti (molto meno) nel perdurare della pandemia”.

Secondo il sindacato di categoria, il continuo ricorso a proroghe last minute “finisce per incrinare irrimediabilmente tanto la fiducia dei professionisti nelle istituzioni quanto quella dei contribuenti nei confronti dei loro consulenti, oltre che dello Stato”. Ed è, inoltre, la “dimostrazione plastica dell’incapacità di vera programmazione dell’Amministrazione Finanziaria, a partire dalla sua massima espressione”, il Ministero dell’Economia.

La proroga arriva in un quadro già di per sé complicato, in cui è stato “impossibile adottare una qualsiasi programmazione fiscale” per tutti gli operatori economici e i commercialisti sono rimasti ancora una volta “inascoltati”.

Proprio in virtù della promessa di una nuova e più fattiva collaborazione, ricorda l’AIDC, i sindacati hanno deciso di sospendere le azioni di protesta programmate qualche mese fa. Ma tale promessa “è stata elusa”. La proroga tardiva “non è una vittoria ma l’ennesima sconfitta non già della categoria, ma di uno Stato che, per tramite dell’Amministrazione Finanziaria, mostra ancora irriguardo per i propri cittadini”.

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