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Sabato, 17 gennaio 2026 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Chiuse le elezioni dei commercialisti, affluenza oltre il 60%

Nonostante la presenza di tante liste uniche, la partecipazione è stata alta. Boom di presidenze al femminile

/ Savino GALLO

Sabato, 17 gennaio 2026

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Alle 18.15, con le urne chiuse da una decina di minuti, la piattaforma informatica su cui i commercialisti italiani hanno espresso il proprio voto per il rinnovo dei Consigli degli Ordini locali inizia a dare i primi responsi: scontati nella maggior parte dei casi (in 86 Ordini c’era una sola lista in campo), molto attesi in altri, non solo per il futuro dell’Ordine territoriale in sé, ma anche in proiezione verso le elezioni nazionali di primavera.

In questo senso, un risultato significativo arriva da Milano, dove Edoardo Ginevra, Presidente nazionale dell’AIDC, vince la sfida con Alessandro Savorana, Presidente della fondazione studi dell’Ordine che rappresentava la continuità rispetto al mandato uscente di Marcella Caradonna, a sua volta tra le principali sostenitrici del progetto che, a livello nazionale, fa capo a Mario Civetta. Ora bisognerà capire se la nuova guida territoriale manterrà questo posizionamento o se, come più probabile, sosterrà lo schieramento guidato dal Presidente de Nuccio, con tutto ciò che ne consegue in termini di nuovi equilibri politici.

A Torino, invece, arriva l’affermazione di Salvatore Regalbuto che, dunque, non potrà concludere il mandato da Tesoriere del CNDCEC: all’atto dell’insediamento del suo nuovo Consiglio, a metà febbraio, dovrà dare le dimissioni e, a quel punto, dovrebbe essere sostituito in seno al Consiglio nazionale, ancorché per soli due-tre mesi di mandato.
Nel capoluogo piemontese erano tre le liste in campo e lo stesso vale per Roma, dove ha prevalso quella guidata da Andrea Borghini, attuale Presidente della Fondazione Telos e in continuità con il Presidente uscente Calì. Rimanendo sui grandi Ordini, a Napoli, Firenze, Bari e Palermo è arrivata la ratifica (tutte liste uniche) per Matteo De Lise, Enrico Terzani (riconfermato), Ruggiero Pierno e Nicolò La Barbera (riconfermato), mentre a Bologna si è affermata la lista guidata da Vittorio Melchionda.

L’Ordine di Verona va ad Alberto Castagnetti, Vicepresidente uscente, mentre a Padova vince la lista guidata da Francesco Savio. Enrico Guarducci sarà il nuovo Presidente dell’ODCEC di Perugia, Giulio Severo Tavella a Gorizia, Alessandro Lini a Pisa.

La tornata elettorale chiusa ieri segna anche l’affermazione di tante donne Presidenti, anche in territori dove nessuna donna aveva mai ricoperto questo ruolo fino ad ora. È il caso di Carla Vilucchi ad Arezzo, Paola Pizzetti a Reggio Emilia, Patrizia Apostoli a Brescia, Alessandra Lusciano a Livorno e Chiara Ruffini a Ravenna. Presidenza al femminile anche a Parma, dove c’era una lista unica guidata da Anna Maria Gherardi (Tesoriera uscente), a Larino con Giovanna Cesarone Aprile e a Pistoia con Paola Fanti, a Gela con Mariangela Faraci e a Cremona, dove la nuova Presidente sarà Elisabetta Pasquali.

Menzione speciale per l’Ordine di Fermo, dove Roberto Gennari (39 anni e 2 mesi) dovrebbe essere il Presidente più giovane d’Italia. Paolo Rollo torna a guidare l’Ordine di Ferrara, mentre a Terni, Cagliari e Salerno la presidenza va, rispettivamente, a Stefano Stellati, Vito Meloni e Sergio Cairone. A Napoli Nord vince Francesco Corbello, Massimiliano Lencioni a Massa Carrara, Marco Marchi a Lucca, Enrico Spicuzza a Massina, Luca Ghironzi a Pesaro.

L’affluenza, a livello nazionale, si è attestata al 62%, con “picchi del 99% in alcune sedi”, ha spiegato il Presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio, che all’Ansa ha parlato di “grande prova di democrazia. L’alta affluenza c’è stata anche negli Ordini nei quali c’era una lista unica e ciò testimonia la vicinanza della base alla vita della nostra categoria”.

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