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CONTABILITÀ

La Commissione europea avvia la consultazione degli ESRS semplificati

Sottoposto ai commenti entro il 3 giugno prossimo anche lo standard di rendicontazione della sostenibilità volontario

/ REDAZIONE

Giovedì, 7 maggio 2026

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La Commissione europea ha avviato ieri una consultazione pubblica della durata di circa un mese sulle bozze finali dei principi rivisti di rendicontazione della sostenibilità dell’Ue (ESRS) e su uno standard di rendicontazione volontario per le imprese di dimensioni minori.

Come evidenziato nel comunicato stampa “questi standard mirano a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese dell’Ue, preservando al contempo la qualità delle informative sulla sostenibilità” sulla base del pacchetto di semplificazione Omnibus I, che snellisce la rendicontazione della sostenibilità nell’Ue e riduce il numero di società che rientrano nell’ambito di applicazione della Direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (“CSRD”).

Le bozze dei principi ESRS rivisti:
- riducono i punti dati obbligatori di oltre il 60% e i punti dati totali di oltre il 70%;
- sono più brevi e chiari;
- introducono nuove flessibilità per le imprese;
- semplificano la valutazione della materialità utilizzata per determinare cosa deve essere rendicontato.

La bozza di standard volontario è concepita per supportare la rendicontazione della sostenibilità da parte delle aziende non soggette agli obblighi della CSRD.

Tra gli aspetti principali si sottolinea l’introduzione di un “tetto alla catena del valore” (value chain cap) a seguito del quale le aziende che rientrano nell’ambito della CSRD non possono richiedere ai propri partner della catena del valore con 1.000 dipendenti o meno informazioni che vadano oltre quanto stabilito nel principio volontario.

La bozza si basa sullo standard volontario per le PMI dell’EFRAG del 2024 (VSME), che la Commissione ha approvato tramite una raccomandazione nel 2025.

Le parti interessate sono invitate a fornire il proprio feedback sulle bozze in consultazione entro il prossimo 3 giugno e, successivamente, la Commissione adotterà i due atti delegati il prima possibile dopo la chiusura della consultazione.

La Commissione adotterà i due atti delegati il prima possibile

Gli atti saranno poi trasmessi al Parlamento europeo e al Consiglio per lo scrutinio secondo la procedura di non obiezione (due mesi, prorogabili di altri due mesi su richiesta di una delle istituzioni) prima dell’entrata in vigore definitiva.

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