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Venerdì, 24 luglio 2026 - Aggiornato alle 9.09

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ANC: «Riforma dell’ordinamento migliorata ma rimangono temi irrisolti»

/ REDAZIONE

Venerdì, 24 luglio 2026

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Un testo migliorato rispetto alla versione originaria, ma che “lascia ancora irrisolti temi centrali” per la categoria. È questo il giudizio dell’ANC sul Ddl. delega per la riforma della legge ordinamentale dei commercialisti, che due giorni fa ha concluso il suo iter in Commissione Giustizia alla Camera con l’approvazione degli emendamenti.

Positivi, spiega l’associazione guidata da Marco Cuchel, il reinserimento del riferimento alle competenze in ambito giuslavoristico e alcuni correttivi sulla decadenza dalle cariche. “Accanto a tali risultati, tuttavia, emergono numerose occasioni mancate”.

Tra queste, secondo l’ANC, la bocciatura dell’emendamento che avrebbe garantito almeno un Ordine territoriale in ogni capoluogo di provincia e il ritiro della proposta sulle specializzazioni, che avrebbe consentito di riconoscere legislativamente specifici ambiti professionali e valorizzare le competenze dei commercialisti.

Giudizio interlocutorio anche sull’equo compenso. L’emendamento che puntava a rafforzarne la disciplina è stato respinto, mentre quello approvato dai relatori “ne recepisce solo in parte le finalità”. Per l’ANC il passo avanti rispetto al testo originario non è sufficiente a garantire una tutela piena della prestazione professionale.

“Restano inoltre prive di risposta – continua la nota stampa diffusa ieri – numerose proposte che ANC considera essenziali per un ordinamento moderno ed equilibrato: la tutela dell’autonomia degli Ordini nella scelta delle modalità di voto; il rafforzamento del principio del limite dei mandati; la valorizzazione della rappresentanza delle giovani generazioni; una disciplina più rigorosa delle incompatibilità dei componenti del Consiglio Nazionale; il coinvolgimento dell’Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali nell’approvazione del bilancio del Consiglio Nazionale”.

Di qui, l’auspicio che l’approdo del provvedimento nell’Aula di Montecitorio, previsto con ogni probabilità a settembre, possa rappresentare “un’occasione per rafforzare il testo e dare risposta alle aspettative di migliaia di professionisti che chiedono una riforma realmente orientata al futuro della categoria”.

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