Approvati in esame definitivo tre decreti attuativi della riforma fiscale
Leo: «Con questo passaggio si chiude il percorso di attuazione della riforma avviata in questa legislatura. Un traguardo che possiamo definire storico»
Oltre al DLgs. correttivo Omnibus (si veda “IRAP degli ETS senza soluzione di continuità” di oggi), ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo altri due decreti attuativi della riforma fiscale:
- il DLgs. contenente disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria;
- il DLgs. con disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale.
Il Viceministro Leo, al termine della riunione, ha dichiarato in una nota che “Con questo passaggio si chiude il percorso di attuazione della riforma avviata in questa legislatura. Un traguardo che possiamo definire storico”, perché l’Italia “aspettava una riforma organica del fisco da oltre mezzo secolo”.
Si tratta di “Un lavoro corale che ha impegnato Governo e Parlamento in un disegno di riforma organico che guarda ai cittadini e alle imprese, con l’obiettivo di un Fisco più equo, più semplice e più moderno. In totale sono 29 decreti legislativi approvati in via definitiva (compresi gli 8 testi unici) a cui si potrà aggiungere il codice tributario”.
Come di consueto, Leo ha poi sinteticamente illustrato i provvedimenti adottati: il primo “è un decreto correttivo di carattere omnibus, che interviene trasversalmente su diversi ambiti della delega per perfezionare e razionalizzare alcune disposizioni”.
Si ricorda che il DLgs. correttivo Omnibus, sul cui schema le Commissioni Finanze di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole con osservazioni e le Commissioni Bilancio di Camera e Senato, rispettivamente, parere favorevole con condizione e parere non ostativo con condizione, contiene misure integrative e correttive in materia di imposte sui redditi, di imposta sulle successioni e donazioni e di imposta sul valore aggiunto, di accise nonché in materia di controlli, di adempimento collaborativo e di semplificazione (si veda, tra i più recenti, “Modifiche in vista per i conferimenti minusvalenti” del 27 luglio).
“Il secondo decreto legislativo – ha proseguito il Viceministro – definisce l’ordinamento della nuova magistratura tributaria. Il provvedimento ne delinea confini e competenze, allineandone l’assetto a quello delle altre magistrature e completando così l’architettura della giurisdizione tributaria”.
Per quanto riguarda il terzo DLgs., in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, sul cui schema pochi giorni fa il Governo ha adottato una deliberazione motivata dopo che la Conferenza unificata ha sancito la mancata intesa (si veda “Il Governo spinge sul federalismo fiscale” del 30 luglio) e, poi, le Commissioni parlamentari hanno espresso pareri favorevoli e non ostativi con osservazioni e condizioni, Leo ha spiegato che è stato approvato dal MEF di concerto con il Ministero per gli Affari regionali e le autonomie e che “si divide in due parti: una relativa al rapporto tributario relativo ai tributi degli enti territoriali razionalizzando le diverse discipline dei tributi; una seconda parte inerente il federalismo fiscale”.
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