Il Governo spinge sul federalismo fiscale
Nonostante la mancata intesa in Conferenza unificata, il CdM ha adottato una deliberazione motivata sullo schema di DLgs. del 2025 modificato
Il Consiglio dei Ministri ha adottato ieri una deliberazione motivata sullo schema di decreto legislativo recante “Disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale”, sul quale, nella seduta straordinaria del 28 luglio 2026, la Conferenza unificata ha sancito la mancata intesa.
Secondo l’art. 2 comma 2 della L. 111/2023, gli schemi dei decreti legislativi delegati devono essere trasmessi, se suscettibili di produrre effetti nei confronti delle Regioni e degli enti locali, alla Conferenza unificata ex art. 8 del DLgs. 281/97. L’intesa deve essere acquisita entro trenta giorni, decorsi i quali il Governo può comunque procedere. Più specificamente l’art. 3 comma 3 del DLgs. 281/97 prevede che, quando un’intesa espressamente prevista dalla legge non è raggiunta entro 30 giorni dalla prima seduta della Conferenza Stato-Regioni in cui l’oggetto è posto all’ordine del giorno, il Consiglio dei Ministri provvede con deliberazione motivata.
Lo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale era stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 9 maggio 2025. Mirava a introdurre una maggiore autonomia fiscale per gli enti territoriali e a semplificare gli adempimenti a carico di cittadini e imprese. Conteneva la previsione che anche gli enti territoriali potessero incentivare l’adempimento spontaneo mediante: un sistema premiale per i contribuenti che pagano con addebito diretto in conto corrente; l’invio di lettere di compliance e di avvisi bonari prima di avviare accertamenti; la possibilità di introdurre forme di definizione agevolata, con riduzione di sanzioni e interessi. Per quanto riguarda i Comuni, si indicavano una maggiore proporzionalità nelle sanzioni su IMU, TARI, imposta di soggiorno e contributo di sbarco, e la semplificazione degli adempimenti IMU, unificati in un unico modello telematico (si veda “Via libera a compliance e forme di definizione agevolata per gli enti territoriali” del 10 maggio 2025).
Il testo, annunciato alle Camere il 18 giugno 2025, era stato precedentemente trasmesso alla Conferenza unificata il 30 maggio 2025. Con la Conferenza unificata è nato un confronto tra enti e con l’Ufficio legislativo - Finanze del MEF, il quale ha fornito alcune proposte emendative, da utimo, il 27 luglio scorso. Tuttavia, il 28 luglio 2026 la Conferenza unificata ha sancito la mancata intesa sullo schema di DLgs. in questione.
Il Consiglio dei Ministri di ieri ha dunque deliberato di proseguire nell’esercizio della delega riguardo ai tributi regionali e locali e il federalismo fiscale regionale, sulla base dello schema approvato in esame preliminare nella riunione del Consiglio dei ministri del 9 maggio 2025 e delle modifiche proposte e integralmente riportate nell’atto della Conferenza unificata del 28 luglio 2026.
Con il comunicato diffuso ieri il Governo sottolinea: “La deliberazione dà atto che, in attuazione del principio di leale collaborazione, sono state esperite tutte le iniziative e le attività istruttorie utili e necessarie al raggiungimento dell’intesa. La mancata intesa è stata sancita pur a fronte dell’orientamento favorevole espresso dalla maggioranza delle Regioni”.
Il Consiglio dei Ministri ha infine considerato la prossima scadenza del termine per l’esercizio della delega, fissata al 29 agosto 2026, e la necessità di proseguire il percorso di attuazione del federalismo fiscale.
Il Ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli auspica che i pareri delle Commissioni parlamentari sullo schema di decreto legislativo sul Federalismo fiscale arrivino prima della pausa estiva, “sennò anche deputati e senatori devono venire il 15 e il 16 agosto...“ ha affermato parlando in Transatlantico alla Camera.
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