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L’ANC chiede di modificare la norma sul blocco dei pagamenti ai professionisti

/ REDAZIONE

Venerdì, 7 agosto 2026

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La norma che prevede il blocco automatico dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni ai professionisti aventi debiti iscritti a ruolo superiori a 5 mila euro, entrata in vigore lo scorso 15 giugno, continua a far discutere. Tramite una nota stampa diffusa ieri, l’Associazione nazionale commercialisti si è fatta portavoce delle “forti preoccupazioni” di tanti rappresentanti di categoria, chiedendo un intervento correttivo dell’art. 48-bis del DPR n. 602/1973 (come modificato dalla legge di bilancio 2026), finalizzato a rendere il sistema di riscossione più equo, sostenibile ed efficace.

Ribadendo che la nuova norma ha determinato una “grave disparità di trattamento” tra lavoratori autonomi e altre categorie di creditori della P.A., l’associazione guidata da Marco Cuchel segnala tre criticità in particolare: il recupero di somme che non costituiscono reddito, quali IVA e contributi previdenziali integrativi; la possibile sottrazione di gran parte del compenso maturato, con conseguenti difficoltà nel sostenere i costi indispensabili per l’esercizio della professione; i possibili effetti sulla continuità dell’attività lavorativa e sulla capacità di produrre nuovo reddito.

Per questo, l’ANC propone tre modifiche alla normativa: innanzitutto, escludere l’IVA, i contributi previdenziali e le anticipazioni ex art. 15 del DPR n. 633/1972 dalle somme assoggettabili al recupero; introdurre un limite massimo della trattenuta nella misura di un quinto del compenso imponibile netto; e, infine, prevedere la sospensione del recupero in presenza di procedure di regolazione della crisi o di rateazioni regolarmente rispettate.

“Una riscossione efficace – conclude la nota – non può compromettere la capacità del professionista di continuare a lavorare. Garantire la continuità degli studi professionali significa tutelare il lavoro, favorire il risanamento delle posizioni debitorie e assicurare, nel tempo, un recupero più stabile ed efficace delle entrate erariali”.

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