Accordo di cooperazione tra P.A. fuori campo IVA
La risposta a interpello n. 167 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata ieri, ha esaminato il trattamento IVA delle somme erogate da un ente pubblico nell’ambito di un accordo di cooperazione tra Pubbliche Amministrazioni effettuato.
Nel caso di specie, secondo quanto rappresentato, l’accordo stipulato costituisce un accordo di cooperazione tra Pubbliche Amministrazioni, effettuato ai sensi dell’art. 7 comma 4 del DLgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici). Tale accordo, secondo quanto stabilito dalla norma citata e secondo le precisazioni della Relazione illustrativa al DLgs., consiste in un accordo tra Pubbliche Amministrazioni per lo svolgimento in comune di compiti di interesse pubblico, “in un’ottica esclusivamente collaborativa e senza alcun rapporto sinallagmatico tra prestazioni”.
Ne consegue, anche alla luce della prassi costante dell’Agenzia delle Entrate, che, in presenza di un accordo stipulato nell’ambito della normativa appena descritto, il quale soddisfi in concreto tutti i requisiti ivi indicati, le somme erogate da una P.A. (nella specie un Comune) a un altro ente pubblico (nella specie costituito in forma di consorzio) non sono qualificabili alla stregua di corrispettivi. Non essendovi alcun nesso sinallagmatico tra le prestazioni poste in essere, il rapporto tra le due Pubbliche Amministrazioni è estraneo rispetto all’ambito applicativo dell’IVA per carenza del presupposto oggettivo, ai sensi dell’art. 3 del DPR 633/72.
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