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Sabato, 7 dicembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Cedolare secca al 10% per i contratti concordati in Comuni in stato di emergenza

/ REDAZIONE

Venerdì, 8 novembre 2019

Per valutare se possa applicarsi l’aliquota del 10% ai contratti di locazione a canone concordato stipulato in un Comune colpito da eventi calamitosi, deve farsi riferimento ai provvedimenti dei commissari delegati che, oltre ad indicare i criteri e le modalità attuative per far fronte alle emergenze, individuano anche i Comuni colpiti dagli eventi calamitosi, come disposto dall’art. 2 comma 1 lett. c) della L. 225/92.
Lo precisa l’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 470 pubblicata ieri.

Si ricorda che l’art. 9 comma 2-bis del DL 28 marzo 2014 n. 47, dispone che l’aliquota del 10%, prevista per i contratti “a canone concordato”, trovi applicazione anche ai “contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni” precedenti il 28 maggio 2014, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.

Nella risposta, l’Agenzia delle Entrate rileva che la norma, mediante il rinvio all’art. 2 comma 1 lett. c) della L. 24 febbraio 1992 n. 225, fa riferimento a calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo che, in ragione della loro intensità ed estensione debbono essere immediatamente affrontate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti limiti di tempo.

La normativa in materia prevede che, in queste ipotesi, lo Stato di emergenza sia decretato con delibera del Presidente del Consiglio, cui fa seguito la nomina dei Commissari delegati. Pertanto, per verificare se spetti l’aliquota della cedolare del 10%, bisogna controllare l’inserimento del Comune in questione nei vari provvedimenti dei Commissari delegati.

Nel caso di specie, posto che l’immobile era sito in un Comune che figurava tra quelli indicati dalla determinazione 8 luglio 2013 n. 573 del Direttore dell’Agenzia regionale di protezione civile (in qualità di Commissario delegato), in presenza delle condizioni indicate dall’art. 3 del DLgs. 23/2011, può trovare applicazione la cedolare secca con aliquota del 10%.

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