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Sabato, 26 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Limiti alla risoluzione del rapporto di lavoro nell’emergenza

Il divieto di licenziamento introdotto dal decreto «Cura Italia» non vale per una serie di ipotesi di cessazione del contratto di lavoro

/ Luca NEGRINI

Giovedì, 26 marzo 2020

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Una delle misure più significative introdotte dal decreto “Cura Italia” è sicuramente quella che impedisce dal 17 marzo al 15 maggio 2020 di procedere a licenziamenti per motivi economici, al fine di tutelare la stabilità dei rapporti di lavoro in questo periodo di emergenza. In particolare, l’art. 46 del DL 18/2020 preclude l’avvio di nuove procedure di licenziamento collettivo ai sensi degli art. 4, 5 e 24 della L. 223/91. Inoltre, sempre per 60 giorni, sono sospese le procedure che siano state avviate dopo il 23 febbraio 2020, data che in qualche misura ha segnato l’inizio dell’emergenza sanitaria in Italia.

Sul piano dei licenziamenti individuali, fino al 15 maggio compreso è vietato recedere dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo, ai

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