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Venerdì, 26 febbraio 2021 - Aggiornato alle 6.00

IL CASO DEL GIORNO

Estrazione dal deposito IVA con effetti su quadro VF e VJ

/ Emanuele GRECO

Mercoledì, 24 febbraio 2021

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L’estrazione dal deposito IVA dei beni ivi, in precedenza, introdotti è disciplinata dall’art. 50-bis comma 6 del DL 331/93.
Possono procedere all’estrazione dei beni dal deposito solamente i soggetti passivi d’imposta, identificati ai fini IVA in Italia direttamente o mediante la nomina di un rappresentante fiscale nonché i soggetti stabiliti in Italia per il tramite di una stabile organizzazione.

L’estrazione dal deposito può configurare anche un’operazione non imponibile, qualora i beni siano spediti in altri Stati membri dell’Ue, integrando i requisiti delle cessioni intracomunitarie, ovvero qualora i beni siano trasportati o spediti al di fuori del territorio dell’Ue.

Nella circostanza in cui, invece, i beni siano destinati all’utilizzo o alla commercializzazione nel territorio dello Stato, è richiesto l’assolvimento dell’IVA.
In tal caso, la base imponibile IVA della cessione, derivante dall’estrazione dei beni dal deposito, è costituita dal corrispettivo o valore dei beni al momento dell’introduzione in deposito ovvero dal corrispettivo o valore dei beni relativo all’ultima transazione (se i beni hanno formato oggetto di una o più cessioni durante la custodia in deposito).

L’immissione dei beni e la successiva estrazione, ai sensi dell’art. 50-bis del DL 331/93, possono avvenire nel corso del medesimo periodo d’imposta oppure in periodi d’imposta differenti.
Tale possibilità ha significativi riflessi sul piano dichiarativo.

Nel caso in cui i beni siano introdotti nel deposito ed estratti, al fine dell’utilizzo o commercializzazione in Italia, nel corso dello stesso anno (ad esempio il 2020), nel modello di dichiarazione IVA per il predetto anno (ad esempio dichiarazione riferita al 2020) dovranno essere compilati:
- i righi corrispondenti all’acquisto o importazione dei beni effettuati, secondo l’aliquota propria del bene introdotto nel deposito (righi da VF1 a VF14);
- il rigo destinato all’estrazione dei beni dal deposito a norma dell’art. 50-bis comma 6 del DL 331/93 (rigo VJ2).
In entrambi i casi, è richiesta l’indicazione di imponibile e imposta dell’operazione.

Una diversa possibilità è data dall’introduzione dei beni nel deposito nel corso di un anno e dall’estrazione dei medesimi nel corso del periodo d’imposta successivo.

Ad esempio, i beni potrebbero essere stati introdotti nel deposito IVA nel 2019 ed estratti nel 2020.
In tal caso, oltre alla compilazione di uno dei righi da VF1 a VF14, è necessaria la compilazione del rigo VF22, relativo agli acquisti registrati in anni precedenti ma con imposta esigibile nel 2020. Sarà, inoltre, dovuta la compilazione del rigo VJ2, con riferimento all’estrazione dei beni avvenuta nel corso del 2020.

Rigo VJ2 da compilare nell’anno di estrazione

Se, invece, i beni sono stati introdotti nel deposito IVA nel 2020 ma saranno estratti in uno dei periodi d’imposta successivi, la dichiarazione IVA relativa al 2020 richiederà esclusivamente la compilazione del rigo VF16 campo 1.
In tale campo devono, infatti, essere riportati, indicando il solo imponibile, gli “altri acquisti non imponibili, non soggetti ad imposta e relativi ad alcuni regimi speciali”.

Sono le stesse istruzioni alla compilazione della dichiarazione a precisare che tale definizione ricomprende anche acquisti eseguiti mediante introduzione dei beni nei depositi IVA ai sensi dell’art. 50-bis comma 4 lett. a) e b) del DL 331/93.
L’esposizione sulla dichiarazione dell’estrazione dei beni (con conseguente valorizzazione del rigo VJ2) avverrà nel modello relativo all’anno in cui materialmente è eseguita l’estrazione ex art. 50-bis comma 6 del DL 331/93 (ad esempio la dichiarazione IVA riferita al 2021, da presentarsi nel corso del 2022).

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