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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

IL CASO DEL GIORNO

«Sconto» del saldo IRAP 2019 alle prese con gli acconti eccedenti

/ Luca FORNERO

Martedì, 22 settembre 2020

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Nella circ. n. 25/2020 (§ 1.1.4), l’Agenzia delle Entrate ha affermato che, nel calcolo del saldo IRAP 2019 escluso dal versamento ex art. 24 del DL 34/2020, nessun rilievo assumono eventuali eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione (modello IRAP 2019), non ancora utilizzate in compensazione “esterna” (tramite modello F24) e/o “interna”).

Pertanto, l’eccedenza IRAP 2018 non utilizzata a riduzione del saldo IRAP 2019 può essere recuperata con la dichiarazione IRAP 2020 ed essere adoperata secondo le consuete modalità previste per le eccedenze d’imposta (compensazione, rimborso o riporto all’anno successivo). A tal fine, la quota dell’eccedenza IRAP 2018 utilizzata nella sezione II del quadro IR del modello IRAP 2020 a riduzione del saldo IRAP 2019 escluso dal versamento deve essere riportata nel rigo IR28 (“Eccedenza di versamento a saldo”).

Si supponga che la dichiarazione IRAP 2020 riporti i seguenti dati:
- imposta dovuta per il 2019 (rigo IR21): 10.000 euro;
- eccedenza risultante dalla precedente dichiarazione (rigo IR23): 500 euro;
- acconti dovuti e versati per lo stesso periodo 2019 (rigo IR25): 9.000 euro;
- saldo IRAP a debito (rigo IR26): 500 euro.

Secondo l’opinione dell’Agenzia, a fronte di tale situazione, il saldo IRAP 2019 escluso dal versamento risulta di 1.000 euro e non di 500 euro.
Nel rigo IR28 occorre indicare l’importo di 500, pari all’eccedenza IRAP 2018 utilizzata nella sezione II del quadro IR del modello IRAP 2020 a riduzione del saldo IRAP 2019 “figurativo”.

Analogo approccio, anche se l’aspetto non è affrontato nel documento di prassi, dovrebbe essere seguito nel caso in cui l’acconto 2019 sia stato versato in misura eccedente rispetto al dovuto.
Il tipico caso è quello dei soggetti ISA, per i quali l’acconto IRAP dovuto per il 2019 era pari al 90% (dell’IRAP 2018), sicché, di fatto, l’art. 24 del DL 34/2020 riconosce a essi uno sconto sull’IRAP 2019 “aggiuntivo” rispetto a quanto previsto per la generalità dei contribuenti: il saldo IRAP 2019, in questo caso, è, infatti, pari alla differenza tra l’IRAP dovuta per il 2019 e il 90% (anziché 100%) dell’acconto relativo a tale annualità (cioè il 90% dell’IRAP 2018).

Tuttavia, tenuto conto che l’art. 58 del DL 124/2019, modificativo della misura delle rate d’acconto, è entrato in vigore il 27 ottobre 2019, e che gli applicativi per aggiornare i calcoli sono stati rilasciati in ritardo, alcuni di questi contribuenti, posto che si trattava di un fenomeno meramente finanziario, per esigenze di semplificazione hanno comunque versato l’acconto in misura pari al 100%.

Per agevolare la comprensione di quanto riportato, si supponga che l’IRAP dovuta da un soggetto ISA per il 2018 (indicata nel rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2019) sia risultata di 9.000 euro e che l’acconto 2019 sia stato versato in misura pari al 100% di tale imposta (quindi, in misura pari a 9.000 euro), anche se la somma da pagare era soltanto di 8.100 euro (vale a dire, il 90% di 9.000).
Se l’IRAP dovuta per il 2019 (rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2020) ammonta a 10.000 euro, il saldo 2019 escluso dal versamento dovrebbe essere pari a 1.900 (10.000 - 8.100) euro e non a 1.000 (10.000 - 9.000) euro.

A favore di tale impostazione, si è pronunciata anche la circ. Assonime n. 12/2020 (§ 2.3), la quale osserva come tale lettura trovi fondamento, oltre che in ragioni di “buon senso”, anche nel testo dell’art. 24 del DL 34/2020, ove si parla di “acconto dovuto” per il 2019.
Quanto alle modalità di recupero dell’eccedenza (nel nostro esempio, pari a 900 euro), l’Agenzia delle Entrate dovrebbe confermare la possibilità di indicarla nel rigo IR28 della dichiarazione IRAP 2020 (“Eccedenza di versamento a saldo”), analogamente a quanto chiarito con riferimento alle eccedenze pregresse.

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