Dal 2027 aliquote più alte per gli iscritti alla CNPR
I contributi minimi aumenteranno di un punto percentuale l’anno, arrivando al 18% nel 2029. Via libera anche alla definizione agevolata dei debiti
A partire dal prossimo anno, l’aliquota minima di contribuzione per gli iscritti alla Cassa di previdenza dei ragionieri passerà dal 15 al 16%. Secondo quanto risulta a Eutekne.info, infatti, i Ministeri vigilanti (Lavoro e MEF) hanno dato il via libera ai due provvedimenti adottati dal Consiglio di Amministrazione dell’ente e approvati dal Comitato dei delegati nel novembre del 2024, uno riguardante la modifica del regolamento previdenziale, l’altro finalizzato a incentivare la regolarizzazione delle posizioni debitorie degli iscritti.
La riforma del regolamento previdenziale modifica non solo il contributo soggettivo minimo ma anche quello massimo che può versare l’iscritto: il sistema attualmente vigente prevede che l’aliquota possa variare da un minimo del 15 ad un massimo del 25%. Dal prossimo anno la contribuzione, a discrezione dell’iscritto, potrà andare dal 16 al 40%.
In più, si prevede un meccanismo di aumento progressivo dell’aliquota minima di un punto percentuale l’anno fino ad arrivare, a regime, al 18%. Quindi, 16% dal 2027, 17% dal 2028, 18% dal 2029 in poi, con massimale sempre fermo al 40%. In questo modo, si punta a far aumentare le entrate contributive complessive e far fronte, almeno in parte, alla riduzione del rapporto tra iscritti e pensionati, oggi pari a 1,72 e destinato a scendere, nelle previsioni del bilancio attuariale redatto dall’ente, a 1,33 nel 2029 e 0,82 nel 2034.
Quanto, invece, al recupero dei crediti verso gli iscritti, negli scorsi anni, la Cassa ha già avviato un meccanismo definito di “riscossione gentile” che, come pare abbiano riconosciuto anche gli stessi Ministeri vigilanti nella nota di approvazione del provvedimento, ha consentito di ridurre i crediti a circa l’8% del totale accertato, con un tasso medio di recupero pari a circa il 12% annuo rispetto alla consistenza iniziale iscritta a bilancio.
Il “provvedimento straordinario di incentivazione alla regolarità contributiva” si inserisce in questa strategia ed è, a tutti gli effetti, una definizione agevolata dei carichi pendenti. Sin da subito, gli iscritti con posizioni debitorie relative ai periodi contributivi che vanno dal 1° gennaio 1992 al 31 dicembre 2023, potranno regolarizzare la propria posizione versando solo i contributi ed evitando, quindi, interessi e sanzioni.
Intanto, dopo l’interrogazione parlamentare presentata la scorsa settimana da due deputati di Fratelli d’Italia, non si placano le polemiche sullo stato di salute dell’ente e sulle scelte gestionali attuate dalla governance guidata da Luigi Pagliuca.
Con un comunicato stampa diffuso ieri, è intervenuta sulla questione anche l’UNAGRACO, associazione sindacale di categoria da sempre espressione della componente ragionieri. L’ente guidato da Giuseppe Diretto ha posto l’accento sulla necessità di “garantire agli iscritti piena consapevolezza su questioni che riguardano direttamente il loro futuro previdenziale”, facendo riferimento alla gestione del patrimonio immobiliare e dei crediti contributivi e alla sostenibilità della Cassa nel lungo periodo.
Il focus dell’associazione, però, è soprattutto sulla riforma statutaria, approvata sempre il 26 novembre 2024 assieme alle altre due delibere su cui ieri è arrivato il via libera dei Ministeri vigilanti. Già allora non mancarono le polemiche soprattutto in merito al nuovo ruolo del Presidente, che diverrebbe organo a sé stante rispetto al resto del Consiglio di Amministrazione, e alla norma transitoria che azzera i mandati per la sola figura del Presidente, permettendo, nel caso di specie, a Luigi Pagliuca di ricandidarsi pur essendo già arrivato al limite di mandati.
“Si tratta di un passaggio estremamente delicato – scrive Diretto – perché in una fase caratterizzata da forti interrogativi sulla sostenibilità prospettica dell’ente e sull’efficacia delle scelte gestionali adottate nell’ultimo decennio, sarebbe invece auspicabile aprire una stagione di confronto, trasparenza e rinnovamento della governance”.
Di qui la richiesta, rivolta ai Ministeri vigilanti, di un “approfondimento rigoroso” non solo sui contenuti del bilancio ma anche sugli effetti che avrebbe la riforma statutaria sugli equilibri della governance dell’ente.
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