False
ACCEDI
Venerdì, 19 giugno 2026 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Piani diversi per la responsabilità dell’amministratore e la determinazione del danno

/ REDAZIONE

Venerdì, 19 giugno 2026

x
STAMPA

La Cassazione, nell’ordinanza n. 20550/2026, ha sottolineato come, rispetto alla responsabilità degli amministratori per mala gestio, sia indubbio che identificare la condotta dannosa e stimare il danno che è stato prodotto dalla condotta stessa rappresentino due piani di indagine nettamente distinti.

Nel momento della determinazione del danno non si discute di responsabilità, ma di identificazione dell’importo risarcibile e il giudice deve valutare il depauperamento del patrimonio della società alla luce di tutte le allegazioni e prove ritualmente dedotte dalle parti in giudizio.

È evidente, allora, come l’accertata responsabilità in relazione ad una determinata operazione non possa avere nessuna rilevanza sulla diversa e distinta questione della sopravvenuta riduzione del danno arrecato al patrimonio sociale come conseguenza dell’incasso da parte della curatela di una somma di denaro in esito ad un’azione revocatoria correlata proprio a quella operazione e, a detta dell’amministratore, accolta da sentenza divenuta irretrattabile.

Ma una tale allegazione, se ammissibile nel giudizio sulla responsabilità dell’amministratore, andrebbe verificata nel merito con un supplemento di istruttoria finalizzato a verificare la fondatezza di quanto dedotto dal danneggiante sul punto al fine di quantificare il danno nella sua effettiva dimensione, scongiurando duplicazioni che sono da escludere, giacché andrebbero a costituire un indebito arricchimento per il creditore.

TORNA SU