Clausole di salvaguardia del 2017 da sterilizzare con una manovra integrativa
Le clausole di salvaguardia, che diventerebbero operative nel 2017, rappresentano circa lo 0,9% del PIL. Il Governo, però, vuole, nella prossima legge di stabilità, sterilizzare tali clausole con una manovra alternativa. L’intenzione è stata riferita dal Ministero dell’Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan nel corso dell’audizione di ieri sulla presentazione del DEF alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.
Tale manovra verrà definita nei prossimi mesi e, secondo il titolare del dicastero del MEF, garantirà un indebitamento netto pari all’1,8% del PIL nel 2017 attraverso misure di revisione della spesa pubblica, comprese le spese fiscali, e interventi che accrescano l’adempimento riducendo i margini di evasione ed elusione delle tasse. Ciò si realizzerà compatibilmente con gli equilibri di bilancio e col processo di riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese.
Pier Carlo Padoan ha inoltre fornito informazioni sul quadro macroeconomico. Quest’anno il PIL crescerà dell’1,2% in termini reali e del 2,2% in termini nominali. Nello scenario tendenziale, nei prossimi anni, il tasso di crescita reale rimarrebbe intorno al livello del 2016, mentre quello nominale accelererebbe col crescere dell’utilizzo delle risorse produttive.
Per quanto riguarda, invece, la strategia di rientro verso l’obiettivo di medio termine e le regole fiscali, il percorso di rientro richiederebbe che il ssaldo strutturale del 2017 migliorasse di almeno 0,5 punti percentuali di PIL. Il Governo, però, ritiene inopportuno e controproducente operare una tale stretta di bilancio, in considerazione di alcuni fattori. Tra di essi, ci sono gli effetti indesiderati di eccessive strette fiscali.
Come argomentato nel DEF, ha affaremato Padoan, i moltiplicatori fiscali sono aumentati nei Paesi che come l’Italia hanno subìto lunghe e profonde recessioni. Ciò significa che una marcata stretta di bilancio potrebbe causare ulteriori ripercussioni recessive e peggiorare le prospettive di crescita del PIL e la sostenibilità delle finanze pubbliche nel medio termine.
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