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Via libera della Plenaria di Strasburgo a una risoluzione che accoglie la direttiva antievasione

/ REDAZIONE

Mercoledì, 8 giugno 2016

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La Plenaria di Strasburgo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che accoglie la proposta della Commissione europea per una direttiva comunitaria antievasione fiscale nell’UE. I deputati chiedono però con questo voto limiti più rigorosi alle detrazioni per i pagamenti degli interessi e norme più severe sui redditi esteri, con un’aliquota minima d’imposta al 15%.
Al centro del dibattito ci sono anche una maggiore trasparenza per i fondi fiduciari e le fondazioni, regole comuni sulle agevolazioni fiscali per i sistemi di Patent box, atti a calcolare il reddito derivante dalla proprietà intellettuale, e una lista nera europea dei paradisi fiscali con sanzioni contro le giurisdizioni non collaborative.

La direttiva antievasione riflette il piano d’azione dell’OCSE per limitare l’erosione della base imponibile e lo spostamento dell’utile e segue le raccomandazioni fatte dal Parlamento lo scorso novembre (rapporto TAXE 1) e dicembre, con le raccomandazioni giuridiche redatte da Annalise Dodds (S&D, UK) e Ludêk Niedermayer (PPE, CZ).
Secondo questo principio, le imposte dovrebbero essere pagate nel luogo in cui sono realizzati i profitti e dovrebbero esserci misure giuridicamente vincolanti per bloccare i metodi più comunemente utilizzati dalle aziende per l’evasione fiscale.
Il Parlamento propone inoltre definizioni di termini come “organizzazione stabile”, “paradisi fiscali”, “sostanza economica minima”, “prezzi di cessione”, “canoni”, “sistemi di Patent box”, “società fittizie” e altri finora suscettibili d’interpretazione.

“È inconcepibile – ha detto il relatore, il socialista belga, Hughes Bayet – chiedere sempre maggiori sforzi da parte dei lavoratori, dei pensionati e delle piccole e medie imprese, mentre allo stesso tempo i ricchi e le multinazionali evadono le tasse. Oggi, la lotta contro l’evasione fiscale è diventata un tema urgente e prioritario. Si tratta di una sfida importante, non solo per riconquistare la fiducia dei nostri cittadini, ma anche per il futuro del progetto europeo”.

Il Parlamento europeo ha inoltre deciso di istituire una commissione d’inchiesta sui cosiddetti Panama Papers, le rivelazioni sulle società offshore e i loro beneficiari. Compito della commissione sarà di indagare sulle presunte violazioni e sui casi di mancato rispetto, da parte della Commissione o degli Stati membri, delle norme comunitarie in materia di riciclaggio, elusione ed evasione fiscale.
La commissione sarà composta da 65 membri e avrà 12 mesi per presentare la relazione finale.

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