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Giovedì, 22 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

OPINIONI

Perdite da ripartire tra tutti i creditori ammessi allo stato passivo

Un’altra proposta per i decreti delegati della riforma fallimentare è annullare qualsiasi penalità in caso di pagamento integrale del debito in conto capitale

/ Giuseppe REBECCA

Mercoledì, 29 novembre 2017

La legge delega per la riforma delle procedure concorsuali è stata finalmente approvata, dopo anni di approfondimenti.
Non è una legge che soddisfa tutti, ma sicuramente è un passo avanti.

Ora attendiamo i decreti delegati. Tenuto conto che è anche prevista la revisione del sistema dei privilegi e delle garanzie, suggeriamo due particolari interventi concreti, forse marginali, ma non per questo meno importanti. Riguardano le sanzioni e le penalità e, appunto, i privilegi.
Quanto alle sanzioni e penalità, si suggerisce di prevedere che le multe, ammende, pene pecuniarie, pene accessorie e qualsiasi penalità (di ogni genere oppure solo fiscali) vengano annullate in caso di pagamento integrale, in sede di primo riparto, del debito in conto capitale con o senza interessi (un po’ come è stato fatto, una tantum, con l’art. 6-bis del DL 328/97, conv. L. 410/97).
L’Erario e gli enti coinvolti non ci rimetterebbero nulla e i creditori potrebbero così trovare maggiore soddisfazione.

Altra cosa, più dirompente, riguarda i privilegi e, in particolare, la ripartizione proporzionale delle perdite tra tutti i creditori ammessi allo stato passivo.
Oggi la situazione è questa: una selva di privilegi, frutto di poche norme di base implementate nel tempo in virtù di spinte di tante categorie.
I creditori chirografari sono così sempre più i veri “paria” del fallimento, quelli che ne sopportano, sempre, il peso maggiore, se non addirittura integrale.
I creditori privilegiati assorbono quasi sempre tutto l’attivo del fallimento, il che forse non è del tutto equo.

Al di là di una necessaria rivisitazione dei privilegi, con congruo snellimento delle previsioni, potrebbe risultare interessante un’innovazione semplice. Distribuire una perdita, necessariamente piccola, a tutte le categorie di soggetti creditori, perdita che aumenta con il passaggio ai successivi privilegi nella scala dei privilegi stessi.

Ripartizione proporzionale delle perdite

Esemplificando: si potrebbe attribuire alla prededuzione il pagamento pieno, ai dipendenti una perdita dell’1%, agli enti previdenziali una perdita del 5%, ai professionisti, artigiani e agenti una perdita del %, alle imposte una perdita del % e così via... E questo per tutti i creditori, o almeno quelli con il credito più recente.
La perdita non sarebbe rilevante per il singolo creditore, che ben potrebbe sopportare, e nel contempo consentirebbe sicuramente di soddisfare più creditori; i creditori chirografari potrebbero quindi aspirare a qualche maggiore soddisfazione, ancorché limitata, con un piccolo sacrificio degli altri creditori che verrebbero a incassare quasi tutto.

In definitiva, si tratterebbe di ripartire la perdita tra tutti i creditori, ancorché in misura differenziata.

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