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Sabato, 25 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Società estere sostituto d’imposta se possiedono immobili in Italia

/ REDAZIONE

Mercoledì, 13 febbraio 2019

Con il principio di diritto n. 8 pubblicato ieri, 12 febbraio, l’Agenzia delle Entrate conferma che una società estera, senza stabile organizzazione ma proprietaria di alcuni immobili in Italia, ha la qualifica di sostituto d’imposta e deve quindi porre in essere i relativi adempimenti, compresi il rilascio delle Certificazioni Uniche e la presentazione del modello 770.

Nel caso di specie, una società estera aveva conferito l’incarico ad alcuni professionisti per lo svolgimento di prestazioni tecniche relative a lavori di ristrutturazione degli immobili posseduti in Italia e, a fronte delle diverse prestazioni rese, aveva applicato la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi corrisposti, provvedendo al successivo versamento della stessa all’Erario.
L’Agenzia delle Entrate conferma che la società estera in esame rientra tra i soggetti di cui all’art. 23, comma 1 del DPR 600/73, cioè tra i sostituti d’imposta, e ha legittimamente operato le ritenute sui corrispettivi pagati per le prestazioni ricevute da professionisti residenti.

Viene quindi confermato l’orientamento dall’Amministrazione finanziaria (cfr. ris. 8 luglio 1980 n. 649, C.M. 23 dicembre 1997 n. 326 e nota DRE Veneto 15 giugno 2001 n. 23753) in base al quale le società e gli enti non residenti in Italia non possono essere investiti della qualifica e delle funzioni proprie del sostituto d’imposta a condizione che:
- non abbiano nel territorio dello Stato una stabile organizzazione, come definita dall’art. 162 del TUIR e dalle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni;
- non debbano essere considerati soggetti a tassazione in Italia per i redditi ivi prodotti, ai sensi degli artt. 23, 151 e 153 del TUIR.
Le due condizioni sono cumulative, con la conseguenza che il soggetto non residente, senza stabile organizzazione in Italia, dovrà essere qualificato come sostituto d’imposta se è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, in quanto soggetto a tassazione per i redditi (diversi dal reddito d’impresa) prodotti nella stessa (es. redditi fondiari, di capitale, redditi diversi).

Dalla qualifica di sostituto d’imposta, oltre all’obbligo di effettuazione e versamento delle ritenute, derivano quindi gli ulteriori obblighi previsti dall’art. 4 del DPR 322/98, vale a dire:
- rilascio ai percipienti della Certificazione Unica;
- trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche;
- presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770).

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