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Lunedì, 26 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Regime degli impatriati non fruibile dai forfetari

/ REDAZIONE

Sabato, 20 luglio 2019

Con la risposta n. 283 di ieri, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime degli impatriati non è cumulabile con il regime forfetario.
Nel caso di specie, si è chiesto se le agevolazioni previste per i lavoratori impatriati ex art. 16 del DLgs. n. 147/2015 siano applicabili anche a chi rientra nel regime forfetario di cui alla L. 190/2014.

L’Agenzia evidenzia che il regime degli impatriati consiste, in sostanza, in una riduzione della base imponibile dei redditi previsti, che, pertanto, concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente nella misura del 50% (30% per i trasferimenti dal 2020 per effetto del DL 34/2019).
Il regime forfetario prevede, invece, l’applicazione di un’imposta sostitutiva sull’ammontare dei compensi percepiti, ridotti sulla base di coefficienti di redditività. Pertanto, posto che il reddito in esame è soggetto a un’imposta sostitutiva, lo stesso – per espressa previsione dell’art. 3, comma 3, lett. a) del TUIR – non concorre alla formazione del reddito complessivo.

L’applicazione del regime forfetario non è, dunque, compatibile con le agevolazioni previste per i lavoratori impatriati, viste le diverse regole applicative che sottendono ai regimi agevolativi in argomento. Ne consegue che, laddove il contribuente intenda rientrare in Italia per svolgere un’attività di lavoro autonomo beneficiando del regime forfetario non potrà avvalersi del regime previsto per i lavoratori “impatriati”, in quanto i redditi prodotti in regime forfetario non partecipano alla formazione del reddito complessivo.

Resta ferma la possibilità di rientrare in Italia per svolgere un’attività di lavoro autonomo, beneficiando, in presenza dei requisiti, del regime fiscale di cui all’art. 16 del DLgs. n. 147/2015 laddove venga valutata una maggiore convenienza nell’applicazione di detto regime rispetto a quello naturale forfetario.

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