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Martedì, 15 ottobre 2019 - Aggiornato alle 6.00

INIZIATIVE DI CATEGORIA

Prende il via il progetto del CNDCEC contro le frodi comunitarie

/ REDAZIONE

Martedì, 10 settembre 2019

Migliorare i controlli di primo livello per contenere il fenomeno delle frodi comunitarie nel nostro Paese. È questo l’obiettivo del progetto messo a punto dal Consiglio nazionale dei commercialisti, che ha preso il via in Sicilia, Regione dalla quale si è deciso di far partire la fase sperimentale.

Nei giorni scorsi, si è tenuta a Palermo la prima riunione del tavolo tecnico, a cui hanno preso parte, oltre agli esponenti del CNDCEC, rappresentanti della Regione Sicilia, l’Agenzia per la coesione territoriale, l’amministrazione coordinatrice della Segreteria tecnica PRA e un pool di nove commercialisti specializzati nella materia, individuati dalla conferenza regionale degli Ordini locali tra gli oltre 8.600 commercialisti residenti sul territorio.

“L’iniziativa che ha preso il via in Sicilia – ha spiegato in una nota stampa diffusa ieri Marcella Galvani, Consigliera del CNDCEC che ha ideato il progetto su scala nazionale – intende condurre alla creazione di una sezione di iscritti all’Albo dei commercialisti, esperti in gestione e controllo dei programmi cofinanziati con Fondi strutturali, che svolgeranno le attività di controllo di primo livello, utilizzando standard omogenei da applicare su tutto il territorio nazionale”.

Il progetto, realizzato in collaborazione con il Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione europea (COLAF) e l’Agenzia per la coesione, nell’ambito dello strumento dei Piani di rafforzamento amministrativo (PRA), “sta vedendo l’adesione di molte Regioni e Province autonome italiane titolari di Programmi operativi”.

Presente alla riunione del tavolo tecnico anche Maurizio Attinelli, Coordinatore dei quattordici Ordini siciliani. Secondo quest’ultimo, i commercialisti selezionati per questo progetto potranno offrire “un contributo significativo per l’economia della nostra realtà territoriale. Contenere significativamente il fenomeno delle frodi comunitarie per addivenire a un più corretto e pieno utilizzo dei fondi targati Ue può risultare un elemento determinante per una ripresa del nostro sistema imprenditoriale”.

Dello stesso avviso Giorgio Centurelli, membro della Segreteria tecnica PRA per l’Agenzia della coesione territoriale: “Il progetto – ha commentato – si inserisce pienamente nella filosofia dei Piani di rafforzamento amministrativo (PRA), il principale strumento di capacity building delle P.A. che l’Italia, prima in Europa, ha avviato a partire dalla programmazione dei Fondi Ue 2014-2020”.

Per Centurelli saranno importanti anche il confronto e l’interlocuzione che scaturiranno dalla realizzazione del progetto: “La collaborazione con le diverse componenti istituzionali e professionali coinvolte – ha concluso – costituisce un’azione complessiva di capacitazione che trae forza dall’analisi dei fabbisogni, dal contatto diretto tra i territori, dalla raccolta e messa a sistema di esperienze puntando concretamente a orientare le future scelte decisionali”.

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