X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Giovedì, 24 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

L’autoriciclaggio non è un reato «di durata»

Non rilevano le condotte dissimulatorie poste in essere prima del 1° gennaio 2015 anche se esplicano successivamente i loro effetti

/ Maria Francesca ARTUSI

Giovedì, 31 ottobre 2019

x
STAMPA

download PDF download PDF

Il reato di autoriciclaggio previsto dall’art. 648-ter.1 c.p. richiede il reimpiego del provento di un qualsiasi delitto non colposo, in modo da ostacolarne concretamente l’identificazione della provenienza.
Tra i reati presupposto per tale illecito possono, dunque, essere annoverate anche le condotte di bancarotta previste dagli artt. 216 ss. del RD 267/1942.

Proprio questo è il caso affrontato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 44198 depositata ieri, in cui, secondo l’accusa, l’amministratore di una srl, avendo commesso il delitto di bancarotta fraudolenta societaria per distrazione, aveva poi reimpiegato nelle attività imprenditoriali di una nuova società, appositamente costituita, l’azienda distratta in danno della fallita. Circostanza che consentiva ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU