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Martedì, 14 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

ECONOMIA & SOCIETÀ

Non solo motivi politici alla base del rialzo dei rendimenti italiani

Può rilevare anche la proposta avanzata all’Ecofin affinché le banche riducano i titoli di Stato nazionali nei loro bilanci

/ Stefano PIGNATELLI

Sabato, 16 novembre 2019

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La settimana appena trascorsa ha visto un significativo calo dei tassi “core” (Bund, Irs) ed un rialzo dei periferici europei tra cui i Btp.

Il rendimento su questi ultimi sale a 1,28% sulla scadenza decennale da 1,21%: solo un mese fa eravamo a 0,90%. Lo spread si allarga a 162 bps da 146 di inizio settimana: era a 130 un mese fa. Lo spread medio di ottobre è stato 136 bps, lo spread medio di novembre finora è pari a 146 bps. La tendenza alla contrazione dello spread si è fermata e poi il trend si è invertito: ciò può derivare da un riposizionamento dopo il rally dei Btp e può derivare dalle affioranti incertezze politiche.

Possono esserci anche motivi legati alla proposta avanzata all’Ecofin da parte di alcuni Paesi virtuosi affinché le banche riducano i titoli di Stato nazionali

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