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Lunedì, 28 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Unione giovani: «Sullo scontrino elettronico dall’Agenzia pubblicità ingannevole»

/ REDAZIONE

Mercoledì, 15 gennaio 2020

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Anche l’Unione nazionale giovani commercialisti si unisce (nei giorni scorsi sono già intervenuti sulla questione sia l’Ordine di Roma che i sindacati ADC e ANC) al coro di proteste contro lo spot pubblicitario con cui l’Agenzia delle Entrate sta promuovendo, in questi giorni, la diffusione dello scontrino elettronico.

Al centro della critica, ancora una volta, il passaggio dello spot in cui si annuncia che, grazie al registratore di cassa telematico, la gestione della contabilità diverrà sostanzialmente automatica. “Si tratta di una pubblicità ingannevole – spiega l’UNGDCEC in un comunicato stampa diffuso ieri – che svilisce il lavoro di un’intera categoria professionale, perché agli addetti ai lavori ma anche a tutti i contribuenti è già piuttosto chiaro ed evidente che anche con lo scontrino elettronico la contabilità continuerà a esistere e di certo non diventerà automatica”.

L’associazione sindacale guidata da Daniele Virgillito ricorda che “la contabilità non può essere la mera contabilizzazione delle chiusure del registratore di cassa di un’azienda e tantomeno può essere automatica semplicemente grazie alla registrazione automatizzata dei corrispettivi, che costituiscono solo una parte (pur se fondamentale) dell’intera vita aziendale, la quale dovrà sempre essere monitorata nel suo complesso direttamente dai contribuenti e dai loro professionisti”.

Sarebbe stato più corretto, secondo il sindacato, puntare lo spot sulla possibilità di “scovare più semplicemente gli evasori, piuttosto che magnificare fantomatiche e inesistenti semplificazioni”. E magari sarebbe stato utile anche “spiegare alle persone fisiche che dal 2020, per poter usufruire della detrazione del 19% dall’IRPEF, salvo alcune esclusioni, le spese dovranno essere pagate con sistemi tracciabili, altrimenti non potranno essere detratte”. Invece, conclude l’Unione, si è preferito veicolare un messaggio “ingannevole e superficiale che inutilmente svilisce il lavoro e l’impegno di una intera categoria professionale”.

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