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Lunedì, 13 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

IL PUNTO / PROCEDURE CONCORSUALI

Niente liquidazione giudiziale senza risoluzione del concordato preventivo

La vigente e controversa questione del fallimento «omisso medio» viene definita in senso negativo dal correttivo al Codice della Crisi

/ Saverio MANCINELLI

Giovedì, 4 giugno 2020

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Dopo l’omologazione del concordato preventivo, se la fase esecutiva non raggiunge il suo scopo secondo le modalità ed i tempi pianificati, ciascun creditore ha diritto di chiedere al tribunale la risoluzione del concordato ai sensi dell’art. 186 del RD 267/1942, al fine di ottenere il caducamento dell’effetto esdebitatorio di cui ha beneficiato il debitore con l’omologazione della procedura.

La presentazione del ricorso per la risoluzione è fissata perentoriamente in un anno dalla scadenza del termine per l’ultimo adempimento previsto dal concordato (da intendersi come ultimo termine pianificato per la soddisfazione dei creditori e non già come ultimazione della liquidazione dei beni), e viene condizionata alla “non scarsa importanza” dell’inadempimento. ...

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