X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

L’attività resa dal familiare si presume gratuita salvo prova contraria

Grava sul lavoratore l’onere di provare la sussistenza degli indici della subordinazione, tra cui la soggezione al potere direttivo del datore

/ REDAZIONE

Giovedì, 1 ottobre 2020

x
STAMPA

download PDF download PDF

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20904, depositata ieri, 30 settembre 2020, si è pronunciata in materia di subordinazione nell’ambito di un contesto famigliare piuttosto complesso.

Nel caso di specie era stato, infatti, concluso un contratto di associazione in partecipazione tra uno zio e la nipote (rispettivamente l’associato e l’associante), avente ad oggetto la gestione di due negozi da parte dell’associato.
Nell’ambito di tale rapporto aveva prestato la propria attività la moglie dell’associato.

La controversia definita con la sentenza in commento è successivamente sorta su ricorso di quest’ultima, la quale, convenendo in giudizio l’associante, ha domandato l’accertamento della natura subordinata del rapporto intercorso con la stessa. In particolare, la ricorrente ha sostenuto che le prestazioni rese in favore del marito, associato in partecipazione, fossero da imputare in modo automatico all’impresa dell’associante.

I giudici di legittimità, confermando la decisione resa in primo ed in secondo grado, hanno escluso tale automaticità, rilevando che dalle risultanze istruttorie non era emersa la prova della subordinazione. Più nello specifico, dalle prove raccolte nel corso del giudizio era risultato che la presenza fisica della moglie dell’associato nei negozi era stata sporadica e che l’attività dalla stessa resa non era stata continuativa, con interventi “non pregnanti di supervisione”.

Tra gli indici di subordinazione anche l’onerosità del rapporto

Nell’escludere il vincolo di subordinazione, i giudici hanno quindi ricordato che grava sul lavoratore che intenda ottenere la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato o, comunque – si aggiunge – le tutele che da tale rapporto derivano, l’onere di provare la sussistenza degli indici della subordinazione, tra cui in primis la soggezione al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro e l’onerosità del rapporto.

Nella sentenza si legge, inoltre, che nell’ambito di un rapporto di lavoro tra famigliari, e quindi tra persone legate da un vincolo di parentela o di affinità, la prestazione resa si presume gratuita, salvo che vengano provati i suddetti elementi sintomatici della subordinazione.
Nel caso in esame tale onere non era stato adempiuto; la prestazione resa dalla ricorrente è stata così fatta rientrare nell’ambito di una collaborazione familiare.

TORNA SU