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Giovedì, 29 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Provvedimenti di disposizione dell’INL per irregolarità non ancora sanzionate

L’istituto si applica con riferimento al mancato rispetto di norme in materia di lavoro sprovviste di una specifica sanzione penale o amministrativa

/ Mario PAGANO

Giovedì, 1 ottobre 2020

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Anche le irregolarità in materia di lavoro, prive di sanzioni penali o amministrative, potranno finire sotto la lente di ingrandimento dell’Ispettorato. È questo il dato rilevante della nuova versione del potere di disposizione, alla luce del restyling attuato con la L. 120/2020 di conversione del DL 76/2020. L’art. 12-bis del decreto “Semplificazioni”, recante misure di semplificazione delle procedure di competenza dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL), ridisegna, infatti, uno degli strumenti più interessanti, e dalle più svariate potenzialità, affidati agli ispettori.

I contorni della disposizione, dettata dall’art. 14 del DLgs. 124/2004, emergono dalle novità introdotte dal decreto “Semplificazioni” che, di fatto, hanno inciso in modo decisivo sull’ambito di applicazione, ampliando notevolmente l’utilizzabilità di tale strumento ai fini della tutela dei lavoratori e, più in generale, del rispetto della disciplina in materia di lavoro e legislazione sociale. Un aspetto sottolineato dallo stesso INL che, con la circolare n. 5 di ieri, 30 settembre 2020, ha fornito le prime fondamentali indicazioni operative al personale ispettivo.

Sarà proprio quest’ultimo, come ricorda la circolare, a poter esercitare in maniera esclusiva il nuovo istituto che, rispetto al passato, sembra avere presupposti applicativi più certi. Se la precedente versione della disposizione ex art. 14 del DLgs. 124/2004 faceva riferimento alle ipotesi in cui gli ispettori fossero in presenza di norme per cui era attribuito dalle singole disposizioni di legge un apprezzamento discrezionale, la nuova formulazione prevede l’adozione della disposizione tutte le volte in cui le irregolarità rilevate in materia di lavoro e legislazione sociale non siano già soggette a sanzioni penali o amministrative, di fatto – sottolinea la circolare – favorendo, attraverso l’ordine impartito dall’ispettore del lavoro, il rispetto di tutte quelle norme sprovviste di un presidio sanzionatorio.

Dal punto di vista più strettamente operativo, l’Ispettorato ritiene che la nuova disposizione possa trovare applicazione in relazione al mancato rispetto sia di norme di legge sprovviste di una specifica sanzione, sia di norme del contratto collettivo applicato anche di fatto dal datore di lavoro. Diversamente, precisa l’INL, non appare opportuno il ricorso al potere di disposizione in riferimento a obblighi che trovano la loro fonte in via esclusiva in una scelta negoziale delle parti.

Con la nuova formulazione il legislatore sembra aver consegnato agli ispettori dell’INL un nuovo strumento di grande potenzialità che, se ben impiegato, potrebbe colmare numerosi vuoti di tutela, specie sotto il profilo delle violazioni di natura contrattuale, che trovano fondamento non tanto nel contratto individuale quanto in quello collettivo, senza considerare, a parere di chi scrive, gli effetti positivi anche per il profilo del datore di lavoro. L’ordine impartito dal personale ispettivo può rappresentare l’opportunità di correggere eventuali distonie nel rapporto di lavoro, senza incorrere in sanzioni.

La novità non va a sostituire il potere ex artt. 10 e 11 del DPR 520/55

Come ricordato dallo stesso Ispettorato, la nuova disposizione non va, comunque, a sostituire il potere di disposizione impartito ai sensi degli artt. 10 e 11 del DPR 520/55, dove, in materia di prevenzione infortuni, è possibile impartire determinati ordini esecutivi per l’applicazione di norme obbligatorie per cui sia attribuito all’INL dalle singole leggi un apprezzamento discrezionale.
Peraltro, i due istituti non si sovrappongono ma si completano tra di loro, avendo, inoltre, un differente trattamento sanzionatorio in caso di inadempimento, ossia di mancato rispetto dell’ordine impartito.

Mentre la disposizione ex art. 10 del DPR 520/55 è punita ancora con la sanzione amministrativa da 515 a 2.580 euro o con la pena dell’arresto fino a un mese o dell’ammenda fino a 413 euro, se si verte in materia di sicurezza o igiene del lavoro, la disposizione ex art. 14, grazie alle modifiche del decreto “Semplificazioni”, ha oggi una sua sanzione. Il nuovo comma 3 prevede, infatti, che la mancata ottemperanza comporti l’applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro, senza possibilità di applicare la diffida di cui all’art. 13 comma 2. La sanzione fissa sarà così pari a 1.000 euro.

Un altro aspetto rilevante attiene la ricorribilità della disposizione impartita. Il comma 2 dell’art. 14 del DLgs. 124/2004 sotto questo profilo non modifica il sistema previgente, ammettendo la possibilità di impugnare il provvedimento, entro 15 giorni, avanti al Direttore dell’Ispettorato territoriale del lavoro, il quale decide entro i successivi 15 giorni. Decorso inutilmente il termine previsto per la decisione il ricorso si intende respinto. Come conferma anche la circolare, non è, inoltre, previsto alcun effetto sospensivo dell’esecutività della disposizione collegato alla presentazione del gravame.

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