Rilevano ai fini IRES i compensi del socio-dipendente versati alla società
Con la risposta a interpello n. 12 di ieri, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sul trattamento fiscale dei compensi corrisposti in relazione all’attività di commissario straordinario in una procedura di amministrazione straordinaria, svolta da un professionista, socio e dipendente (in qualità di dirigente) di una società di consulenza.
Nel caso di specie, il regolamento aziendale recava una clausola di esclusività dell’attività dei soci nei confronti della società e dei relativi clienti, oltre a disporre che i benefici economici derivanti dall’assunzione, da parte dei soci, di incarichi (nell’ambito di collegi sindacali, consigli di amministrazione e organismi di vigilanza, nonché della docenza) dovessero essere riversati dal socio alla società stessa.
Per espletare l’incarico di commissario straordinario il professionista si è avvalso della collaborazione di un team di tre professionisti, anch’essi dipendenti della stessa società. Quest’ultima ha documentato che, in virtù della richiamata clausola di esclusività, i compensi per le attività di commissario straordinario competono e sono quindi da attribuirsi unicamente alla società stessa. Detti compensi sono infatti versati dalle società amministrate direttamente sul conto corrente della società presso cui il professionista risulta dipendente.
Alla luce di queste circostanze (clausola di “esclusività” della prestazione lavorativa e versamento dei compensi direttamente a favore della società), l’Agenzia ritiene che i compensi in parola siano irrilevanti ai fini IRPEF in capo al dirigente e, quindi, esclusi dall’applicazione della ritenuta d’acconto di cui all’art. 24 del DPR 600/73. Tali somme concorrono, invece, alla formazione del reddito in capo alla società, rilevando ai fini IRES, IRAP e IVA, con relativo obbligo di fatturazione.
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