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Equo compenso verso l’approvazione entro fine febbraio senza modifiche

/ REDAZIONE

Mercoledì, 15 febbraio 2023

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Il disegno di legge sull’equo compenso potrebbe essere approvato senza sostanziali modifiche già entro fine febbraio. È quanto ha riferito la relatrice del provvedimento in Commissione Giustizia del Senato, Erika Stefani, incontrando il Presidente di Confprofessioni Gaetano Stella a margine dei lavori della Commissione, che in queste settimane sta esaminando il testo approvato alla Camera il 25 gennaio.

“La senatrice Stefani ha prestato grande attenzione alle problematiche che abbiamo posto, dimostrando una grande sensibilità verso il mondo delle professioni. È stato un incontro molto utile e condividiamo l’idea di un iter rapido in Senato, anche se non sembrano esserci spiragli per eventuali modifiche al testo”, ha commentato Stella.

Il testo approvato alla Camera si applica alle prestazioni d’opera intellettuale rese verso i “contraenti forti” e sanziona con la nullità le clausole con cui si pattuiscono compensi non conformi a quelli indicati nelle tabelle. Inoltre sono previste sanzioni disciplinari per chi accetta parcelle più basse. Proprio questa disposizione è stata fortemente criticata dagli Ordini, in quanto provocherebbe una disparità di trattamento rispetto a chi svolge professioni non regolamentate ed effetti distorsivi sul mercato dei servizi professionali. Le rappresentanze dei professionisti chiedono altresì di ampliare la platea dei soggetti tenuti ad applicare l’equo compenso (si veda “Distorsive le sanzioni al professionista senza equo compenso” del 6 febbraio).

“In questa direzione è emersa la possibilità di migliorare il testo al tavolo del lavoro autonomo del ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone – ha affermato il presidente di Confprofessioni –. I nodi ancora da sciogliere restano le sanzioni a carico del professionista, l’ampliamento della platea, l’estensione del perimetro di applicazione dell’equo compenso anche ai rapporti di natura non convenzionale e la composizione dell’Osservatorio nazionale sull’equo compenso”.

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