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Venerdì, 13 febbraio 2026 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Anche Siciliotti presenta la sua lista elettorale

Resi noti i 10 punti principali del programma di mandato: priorità al dialogo interno e al riconoscimento del ruolo del commercialista

/ Savino GALLO

Venerdì, 13 febbraio 2026

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Dopo la squadra guidata dal Presidente uscente Elbano de Nuccio, anche quella che fa capo a Claudio Siciliotti prende ufficialmente forma. Nella giornata di ieri, infatti, è stata presentata al Ministero della Giustizia la lista contraddistinta dal motto “Unione dei Territori”, resa poi nota tramite un comunicato stampa in cui vengono enunciati anche i punti salienti del programma elettorale.

“L’obiettivo dichiarato – si legge – è quello di ricomporre l’unità della professione non attraverso l’imposizione di scelte verticistiche, ma tramite la valorizzazione del pluralismo e delle diverse anime che compongono l’albo”. Quindi, “unire anziché dividere, trasformando il dissenso e la diversità di vedute da ostacolo a risorsa per la crescita”. Un mantra che Mario Civetta ha ripetuto sin dall’inizio della sua esperienza alla guida di questo progetto e che è stato subito fatto proprio anche da Claudio Siciliotti, quando ha deciso di diventarne il frontman (si veda “Siciliotti alla guida del progetto «Unione dei territori»” del 10 febbraio).

In concreto, ci si propone di “ripartire dai territori come metodo permanente di governo”, rendendo “strutturale l’ascolto” e garantendo “un rapporto fondato sulla cooperazione istituzionale”, attraverso “forme stabili di consultazione preventiva e di corresponsabilità nelle scelte strategiche”.

La “priorità politica” è quella di ottenere il “riconoscimento costituzionale” del ruolo del commercialista, quale “presidio di legalità economica, tutela del risparmio e stabilità del sistema, promuovendo un’interlocuzione autorevole e continuativa con Parlamento, Governo e istituzioni pubbliche”.

Quanto alla riforma dell’ordinamento professionale, l’impegno è quello di “promuovere un percorso partecipato e trasparente di revisione del DLgs. 139/2005, attraverso un metodo che coinvolga attivamente Ordini e iscritti, fino a una consultazione ordinistica ampia e tracciabile”. C’è da dire, su questo punto, che il disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento ha già avviato il suo iter parlamentare e, quindi, bisognerà capire quanto margine ci sarà per una nuova discussione interna alla categoria, ammesso che non si arrivi all’approvazione della norma ancor prima dell’insediamento del nuovo Consiglio.

Secondo i componenti di “Unione dei Territori”, il Consiglio nazionale dovrà diventare una “fabbrica di servizi”, producendo “strumenti concreti a supporto degli studi professionali”, come “piattaforme comuni, strumenti tecnologici condivisi, welfare professionale e soluzioni operative capaci di generare valore reale per gli iscritti”.

Andrà, inoltre, “riaffermato un rapporto qualificato con Agenzia delle Entrate e Pubblica Amministrazione” e rivisto il codice deontologico, imponendo “chiarezza, proporzionalità e certezza applicativa”, anche tramite la “distinzione tra indicazioni tecniche e condotte disciplinarmente rilevanti”.

Tra gli altri obiettivi, la “tutela della dignità economica della prestazione professionale”, dando “effettività al principio dell’equo compenso”, e “investire sul futuro: faremo delle specializzazioni – si legge nella nota stampa –, della formazione di qualità e del rafforzamento delle Scuole di Alta Formazione uno degli assi portanti del mandato, utilizzandole come strumento di riordino delle competenze, di attrattività della professione e di valorizzazione dei giovani”.

Infine, la gestione “rigorosa e trasparente delle risorse del Consiglio Nazionale”, orientando il bilancio verso “progetti ad alto impatto per la professione, rendendo misurabili i risultati dell’azione politica e assumendo pienamente la responsabilità delle scelte compiute”.

Questi sono i nomi che compongono la lista guidata da Siciliotti: Luca Asvisio (Piemonte); Cinzia Brunazzo (Emilia Romagna); Alberto Maria Camilotti (Friuli Venezia Giulia); Carmelo Campagna (Umbria); Maria Luisa Campise (Calabria); Mario Civetta (Lazio); Michele De Tavonatti (Lombardia); Giovanni Dell’Abate (Puglia); Paola Garlaschelli (Lombardia); Valeria Giancola (Abruzzo); Salvatore Giordano (Campania); Tito Antonio Giuffrida (Sicilia); Giancarlo Murgia (Sardegna); Gian Franco Orengo (Liguria); Francesca Pasquali (Trentino Alto Adige); Raffaella Romagnoli (Lazio); Paola Santoni (Toscana); Serenella Spaccapaniccia (Marche); Gaetano Stella (Veneto); Goffredo Taccone (Molise). Tra i cinque candidati supplenti Mario Lariccia (Campania); Alessandra Granaroli (Umbria); Massimo Mancinelli (Abruzzo); Fabio Cigna (Piemonte) e Loredana Lesto (Sicilia).

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