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CONTABILITÀ

Inter prima in Italia per valore d’impresa, pesa il modello sostenibile

Il distacco dalla top ten europea resta però ampio e conferma che il tema riguarda il modello industriale dell’intero sistema calcistico nazionale

/ Raffaele MARCELLO

Giovedì, 4 giugno 2026

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Secondo il nuovo report “Football Clubs’ Valuation: The European Elite” di Football Benchmark, l’Inter diventa il club italiano con il maggiore valore d’impresa, raggiungendo un enterprise value di 2.137 milioni di euro e superando Juventus e Milan, rispettivamente valutate 1.837 e 1.807 milioni di euro.

Il sorpasso non rappresenta soltanto un cambio di leadership all’interno della Serie A, ma riflette una trasformazione più profonda del modello economico del club nerazzurro. Il dato, infatti, segnala il consolidamento di un modello in cui risultati sportivi, crescita dei ricavi e maggiore disciplina gestionale incidono direttamente sulla percezione economica del club. I nerazzurri, infatti, registrano un incremento del 25% rispetto alla precedente rilevazione, il più elevato tra le società italiane considerate. Una dinamica che assume particolare rilevanza se si considera che il calcio italiano continua a operare in un contesto caratterizzato da elevata pressione sui costi, limitata crescita dei ricavi commerciali e forte dipendenza dai diritti audiovisivi.

La graduatoria nazionale vede poi Napoli a 967 milioni di euro, Roma a 730 milioni, Atalanta a 638 milioni e Lazio a 519 milioni. Si tratta delle società italiane presenti nella classifica europea dei primi 32 club. Il confronto internazionale resta però estremamente distante. Il Real Madrid guida infatti il ranking europeo con una valutazione di 7.700 milioni di euro, seguito da Barcellona e Manchester City oltre quota 5.000 milioni.

Il gap dimensionale con le principali realtà europee continua quindi a essere molto ampio. Basti pensare che il valore del Real Madrid è superiore alla somma delle prime tre società italiane presenti nella graduatoria. Non si tratta soltanto di differenze sportive, ma di un diverso livello di industrializzazione del business calcistico.

L’enterprise value rappresenta il valore complessivo dell’impresa indipendentemente dalla struttura finanziaria adottata. Nel caso dei club calcistici, Football Benchmark usa un approccio fondato sui multipli del fatturato, rettificati attraverso parametri che tengono conto di diversi fattori: rapporto stipendi-ricavi ed Ebit, seguito sui social media, potenziale sportivo (valore della rosa), gestione dei diritti audiovisivi e presenza di infrastrutture moderne, in particolare stadi di proprietà. Per l’elaborazione sono stati assunti come riferimento i bilanci relativi agli esercizi 2023, 2024 e 2025.

Proprio quest’ultimo profilo resta uno dei principali limiti strutturali del calcio italiano. Il confronto con i grandi club europei mostra che la valorizzazione degli impianti, l’espansione commerciale internazionale e la diversificazione dei ricavi rappresentano driver ormai determinanti. Non basta più il risultato sportivo: la continuità competitiva deve essere accompagnata da infrastrutture, brand globale e sostenibilità economico-finanziaria. In Serie A, invece, la carenza di impianti moderni continua a comprimere la crescita economica delle società.

Alla luce di questi fattori, la crescita dell’Inter assume un rilievo ancora maggiore perché si realizza senza il contributo di uno stadio di proprietà pienamente operativo. Il miglioramento della posizione finanziaria e il progressivo riequilibrio economico degli ultimi esercizi hanno inoltre rafforzato la percezione di sostenibilità della società sul mercato.

Il caso nerazzurro evidenzia anche un altro profilo sempre più rilevante nel calcio europeo: la correlazione tra sostenibilità economico-finanziaria e competitività sportiva. Per anni il settore ha vissuto una fase caratterizzata da forte espansione dei costi e ricorso sistematico all’indebitamento. Oggi, anche per effetto dei nuovi controlli UEFA e dell’evoluzione delle regole sulla financial sustainability, il mercato sembra premiare maggiormente i club capaci di mantenere equilibrio gestionale senza compromettere i risultati sportivi.

La crescita del valore dell’Inter dimostra, quindi, che il mercato attribuisce crescente importanza non solo ai risultati immediati, ma anche alla qualità della governance, alla stabilità della struttura proprietaria e alla capacità di sviluppare ricavi ricorrenti.

Tuttavia, il sistema Serie A nel suo complesso continua a mostrare un ritardo competitivo rispetto alla Premier League e ai grandi club spagnoli. Il distacco dalla top ten europea resta ampio e conferma che il tema non riguarda più solo la gestione dei singoli club, ma il modello industriale dell’intero sistema calcistico nazionale.

La valutazione dei club assume, dunque, un significato che va oltre la classifica patrimoniale. Il valore economico di una società calcistica diventa, infatti, un indicatore della capacità di trasformare il capitale sportivo in un’attività industriale sostenibile. Dove esistono governance stabile, ricavi ricorrenti, controllo dei costi e asset infrastrutturali moderni, il valore cresce. Dove questi elementi mancano, anche la tradizione sportiva rischia progressivamente di perdere peso sul mercato europeo.

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