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Giovedì, 27 giugno 2019 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Il professionista risponde di un atto errato anche se concordato col cliente

Per la Cassazione la diligenza richiesta nella prestazione professionale impone di avvertire i clienti sulle conseguenze di dichiarazioni non veritiere

/ Cecilia PASQUALE

Giovedì, 23 maggio 2019

Il professionista (nel caso di specie, un consulente del lavoro) che, incaricato di assistere le parti in un’operazione di cessione di ramo d’azienda, dichiari il valore dell’avviamento, per la determinazione della base imponibile a fini fiscali, in misura nettamente inferiore alla reale capacità di profitto dell’attività produttiva (nella specie, 72.000 euro di valore dichiarato a fronte di 443.000 euro di valore accertato) non va esente da responsabilità, anche se la decisione era condivisa con i clienti.
Così la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 13828, pubblicata ieri, ha confermato il principio secondo cui l’aver concordato l’errata scelta professionale con il cliente non esclude la responsabilità professionale del consulente, che non è esente

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