L’ISEE corrente amplia il numero di beneficiari del reddito di cittadinanza
Con un comunicato pubblicato ieri, 28 giugno 2019, il Ministero del Lavoro ha evidenziato le novità in materia di ISEE corrente introdotte dalla legge di conversione del c.d. decreto “crescita” (DL 34/2019) con la finalità di rendere meno rigidi i requisiti per ottenere l’indicatore provvisorio e venire incontro alle esigenze di quei cittadini cui è mutata, in peggio, la situazione economica.
Con tale intervento, osserva il Ministero, si allargherà anche la platea dei beneficiari che potranno accedere al reddito di cittadinanza.
In sintesi, secondo la disciplina ex DPCM 159/2013, l’ISEE corrente poteva essere chiesto se si verificava la concomitanza di due eventi, ossia la situazione reddituale del nucleo familiare che subiva un’oscillazione negativa superiore al 25%, nonché la variazione della situazione lavorativa di almeno uno dei componenti il nucleo familiare, avvenuta nei 18 mesi precedenti la richiesta.
Invece, con la recente novità del decreto “crescita”, i predetti requisiti diventano alternativi e si aggiunge un’ulteriore opportunità rispetto a quelle originarie, destinata a migliorare la situazione per i richiedenti.
Nello specifico, potranno richiedere l’indicatore provvisorio anche quelle famiglie in cui uno dei componenti perde il lavoro – o un trattamento assistenziale, previdenziale o indennitario esente da IRPEF – oppure se la situazione reddituale del nucleo familiare non dovesse cambiare del 25%.
La nuova disciplina dell’ISEE corrente sarà applicata a far data dai 15 giorni successivi all’entrata in vigore del provvedimento di approvazione del nuovo modulo sostitutivo della DSU, finalizzato alla richiesta del medesimo ISEE corrente.
Infine, il provvedimento fissa la validità dell’ISEE corrente in 6 mesi, anziché 2 come da disciplina previgente.
Solo nei casi in cui vi siano variazioni della situazione occupazionale o della fruizione dei trattamenti, l’ISEE corrente è aggiornato entro 2 mesi dalla variazione.
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