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Lunedì, 16 settembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Forniture non imponibili IVA solo nei confronti dell’armatore

La Cassazione ha escluso il regime agevolato per il vettovagliamento nei confronti dell’intermediario

/ Emanuele GRECO

Sabato, 14 settembre 2019

Con una delle prime pronunce sull’argomento, la Cassazione si è espressa in merito alle condizioni che legittimano la non imponibilità IVA per le forniture destinate alle navi adibite alle navigazione in alto mare.
Nella sentenza n. 22210 depositata il 5 settembre 2019 è disconosciuta l’applicazione del regime di non imponibilità IVA ex art. 8-bis comma 1 lett. d) del DPR 633/72 in relazione al vettovagliamento eseguito nei confronti di un intermediario anziché direttamente nei confronti dell’armatore.

La norma oggetto di interpretazione da parte della Suprema Corte qualifica come operazioni non imponibili IVA le cessioni di beni destinati a dotazione di bordo delle navi adibite alla navigazione in alto mare e “le forniture destinate al loro rifornimento e vettovagliamento, comprese le somministrazioni di alimenti e di bevande a bordo”.
Il tema della non applicazione dell’IVA negli stadi commerciali “a monte” rispetto alla fornitura diretta nei confronti dell’armatore è stato più volte affrontato dalla Corte di Giustizia Ue.

Il principio generale, stabilito in diverse sentenze (Corte di Giustizia causa C-185/89 del 26 giugno 1990, cause da C-181/04 a 183/04 del 14 settembre 2006, causa C-526/13 del 3 settembre 2015), è che la non applicazione dell’IVA nelle operazioni di rifornimento e di vettovagliamento delle navi adibite alla navigazione in alto mare operi esclusivamente nello stadio finale della fornitura e non possa essere esteso alle cessioni effettuate in uno stadio commerciale anteriore.

Una parziale “apertura” si è riscontrata con la menzionata sentenza C-526/13 del 3 settembre 2015 (Fast Bunkering), nella peculiare fattispecie del bunkeraggio, riconoscendo la non imponibilità anche alla cessione del carburante nei confronti dell’intermediario che opera in nome e per conto dell’armatore, nel presupposto che il trasferimento della proprietà del carburante intervenga successivamente al momento in cui l’armatore ha ottenuto la disponibilità del prodotto stesso (in breve, dopo che il rifornimento è stato effettuato).

Nel caso oggetto della sentenza n. 22210/2019, una nota società di navigazione nazionale ha affidato la gestione di alcune fasi della propria attività d’impresa (nella specie, l’acquisizione delle forniture relative al vettovagliamento delle navi) ad una società intermediaria che opera per conto della medesima.

Un’organizzazione di questo tipo, secondo la Cassazione, esclude che l’acquisto effettuato dall’intermediario possa qualificarsi come cessione di beni effettuata in uno “stadio commerciale anteriore” rispetto alla cessione nei confronti dell’armatore. Proprio la costituzione di una società separata da quella armatoriale, in quanto funzionale all’organizzazione industriale del gruppo, impedirebbe di considerare l’operazione come non imponibile ai sensi dell’art. 8-bis comma 1 lett. d) del DPR 633/72.

Riprendendo i principi espressi nei paragrafi 44-46 della sentenza C-526/13 (Fast Bunkering), indagando la portata della corrispondente norma comunitaria (vale a dire l’art. 148 lett. a) della direttiva 2006/112/CE), la Corte Ue ha escluso la non imponibilità nel caso in cui le cessioni di beni, destinati all’approvvigionamento delle navi, siano effettuate nei confronti di intermediari che agiscono in nome proprio. L’esclusione dal beneficio della non applicazione dell’IVA opera anche “qualora, alla data della cessione, la destinazione finale dei beni sia conosciuta, debitamente fissata e le rispettive prove siano presentate all’amministrazione tributaria, conformemente a una normativa nazionale”.

Le Entrate hanno rivisto il precedente orientamento per il bunkeraggio

Il principio è stato poi ripreso nella ris. Agenzia delle Entrate n. 1/2017, rivedendo almeno per il bunkeraggio, il precedente orientamento che escludeva in ogni caso il regime di non imponibilità per i rifornimenti effettuati in uno stadio commerciale antecedente alla cessione nei confronti dell’armatore (risoluzioni nn. 101 e 192 del 2002). Detta prassi dovrà essere confermata o smentita anche in relazione alle diverse fattispecie contemplate dall’art. 8-bis comma 1 lett. d) del DPR 633/72, tra cui il vettovagliamento delle navi.

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