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Martedì, 26 gennaio 2021 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Congedo COVID-19 se è sospesa la didattica in seconda e terza media

In relazione ai figli con disabilità grave accertata si fa invece riferimento alle scuole di ogni ordine e grado

/ Giada GIANOLA

Giovedì, 14 gennaio 2021

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Come annunciato dall’INPS con la circolare n. 132/2020, è stata pubblicata la circolare n. 2/2021 con cui sono state fornite le istruzioni amministrative sulle modalità di fruizione del congedo straordinario in caso di sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado nonché le istruzioni per la compilazione delle denunce contributive per i datori di lavoro privati e per il relativo conguaglio.

Il congedo in questione è stato introdotto dall’art. 13 del DL 9 novembre 2020 n. 149. Per effetto dell’abrogazione di tale decreto legge da parte dell’art. 1 comma 2 della L. 18 dicembre 2020 n. 176, di conversione del DL 137/2020 (c.d. decreto “Ristori”), la disciplina della misura è stata trasfusa nell’art. 22-bis del predetto DL 137/2020 convertito, la cui formulazione riproduce, senza modifiche, quella di cui al citato art. 13. A tal proposito si coglie l’occasione per ricordare che tra le novità introdotte in sede di conversione del decreto “Ristori” rientra l’innalzamento del limite di età da 14 a 16 anni per i figli avuti da altri soggetti ai fini della fruizione delle misure di cui all’art. 21-bis del DL 104/2020 durante il periodo in cui l’altro genitore lavori in smart working o fruisca del congedo straordinario di cui all’art. 21-bis comma 3 o non svolga alcuna attività lavorativa, a condizione che il genitore con cui si è avuto il figlio non fruisca delle stesse misure.

L’Istituto, con la circolare in commento, evidenzia in primo luogo che il congedo in caso di sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado, disciplinato, come detto, dall’art. 22-bis del DL 137/2020 convertito, si distingue dal congedo straordinario di cui all’art. 21-bis del DL 104/2020, il quale era fruibile fino al 31 dicembre 2020 sull’intero territorio nazionale da parte dei genitori lavoratori dipendenti per i figli conviventi, minori di 14 anni, posti in quarantena dall’ASL competente o in caso di sospensione dell’attività didattica, senza che rilevasse l’ordine o il grado della scuola frequentata dal figlio.

Il congedo di cui all’art. 22-bis del DL 137/2020, invece, è fruibile per periodi decorrenti dal 9 novembre 2020 solo nelle c.d. “zone rosse” individuate con ordinanze del Ministro della Salute, in caso di sospensione dell’attività didattica in presenza per le classi seconde o terze delle scuole secondarie di primo grado (quindi, le scuole medie) frequentate dal figlio, anche non convivente, per l’intera durata della sospensione (fatta ovviamente eccezione per i giorni antecedenti alla predetta data del 9 novembre 2020).
Le ulteriori condizioni di fruizione del congedo sono poi rappresentate dall’impossibilità di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile (per il congedo di cui all’art. 21-bis del DL 104/2020 il genitore poteva scegliere se svolgere l’attività in modalità agile o fruire del congedo) e dalla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato in corso.

Il congedo è indennizzato, come il congedo per quarantena del figlio o per sospensione della didattica nelle scuole di ogni grado (cfr. circ. INPS n. 116/2020 e “Congedo per quarantena dei figli e ferie dell’altro genitore compatibili” del 3 ottobre 2020), in relazione alle giornate lavorative nella misura pari al 50% della retribuzione calcolata secondo quanto previsto dall’art. 23 del DLgs. 151/2001 (fatta eccezione del relativo comma 2), con riconoscimento della contribuzione figurativa.

La misura in argomento, precisa l’INPS, risulta incompatibile con lo svolgimento, negli stessi giorni, da parte dell’altro genitore dell’attività di lavoro in modalità agile per esigenze legate allo stesso figlio, oltre che con la fruizione, negli stessi giorni, da parte dell’altro genitore, del medesimo congedo di cui all’art. 22-bis sia per lo stesso figlio sia per un altro figlio senza disabilità grave avuto con lo stesso genitore.

La circolare n. 2/2021 tratta inoltre il congedo riconosciuto in relazione ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata: si tratta di una misura fruibile sull’intero territorio nazionale dai genitori lavoratori dipendenti per i figli in tale situazione soggettiva, anche non conviventi, che siano iscritti a scuole di ogni ordine e grado, per le quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza, o che siano ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.

Si tratta di un congedo compatibile con la fruizione, negli stessi giorni, da parte dell’altro genitore, del medesimo congedo, o del congedo di cui al comma 1 del medesimo art. 22-bis o del congedo di cui all’art. 21-bis del DL 104/2020, per un altro figlio di entrambi, così come con la fruizione nelle stesse giornate da parte dell’altro genitore, anche per lo stesso figlio, dei permessi di cui all’art. 33, commi 3 e 6 della L. 104/92 o del prolungamento del congedo parentale (art. 33 del DLgs 151/2001) o del congedo straordinario (art. 42 comma 5 del DLgs 151/2001).

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