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Martedì, 30 novembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Asimmetria tra termini di pagamento e soglia per la dilazione da modificare

Il limite dei 100.000 euro dovrebbe diventare a regime

/ Alfio CISSELLO e Carlo NOCERA

Giovedì, 25 novembre 2021

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Il DL 146/2021, ossia il decreto fiscale collegato alla manovra per il 2022, in materia di riscossione ha tra l’altro previsto l’estensione del termine di pagamento per le cartelle di pagamento oggetto di notifica nel periodo tra il 1° settembre scorso e il prossimo 31 dicembre.

Il nuovo termine per il pagamento è fissato, ai fini di cui agli artt. 30 e 50, comma 1 del DPR n. 602/1973, in 150 giorni: nel silenzio della norma, e delle FAQ pubblicate da Agenzie delle Entrate-Riscossione, abbiamo ritenuto che la nuova scadenza temporale per il pagamento avesse un fisiologico “effetto di trascinamento” anche per quanto riguarda la possibilità di richiedere, entro lo stesso termine, la rateazione delle somme (si veda “Il termine dei 150 giorni vale anche per chiedere la dilazione” del 23 ottobre 2021).
E qui emerge un’asimmetria alla quale il legislatore, purtroppo, ci ha abituato.

Sempre nel DL 146 è previsto che per le rateazioni da richiedere entro il prossimo 31 dicembre la soglia per la temporanea difficoltà del contribuente venga innalzata a 100 mila euro: in sostanza, assistiamo a un’ulteriore deroga al dettato normativo dell’art. 19 del DPR 602/1973 che contempla, ordinariamente, detta soglia a 60 mila euro.
Pertanto potrebbe facilmente verificarsi la circostanza che un contribuente destinatario di una cartella di pagamento di importo rilevante si veda costretto ad “anticipare” sensibilmente l’istanza di rateazione per non perdere l’agevolazione della soglia incrementata, così da lasciare sul terreno il beneficio del pagamento (e come detto della rateazione) entro il 150° giorno successivo all’avvenuta notifica.

Un esempio chiarirà meglio il tutto.
Immaginiamo la notifica di una cartella di pagamento per complessivi 78 mila euro il prossimo 12 dicembre: questo contribuente potrebbe attendere l’11 maggio 2022 per richiedere la rateazione, ossia entro il predetto termine dei 150 giorni.
Tuttavia, se intendesse fruire di tutto il tempo a sua disposizione, l’avvento del 2022 gli farebbe perdere la possibilità di accedere “automaticamente” alla dilazione, versando nella condizione in cui il debito, essendo “sopra soglia”, innesca una procedura meno snella e semplificata di quella “automatica”.

Inoltre, la richiesta della rateazione entro la fine dell’anno elide completamente il “beneficio” dei 150 giorni, soltanto parzialmente bilanciato da un numero maggiore rispetto all’ordinario – 10 in luogo delle 5 ordinariamente previste – di rate che determinano la decadenza dal piano di dilazione concesso.

Cambiamenti per i piani chiesti dal 2022

Considerato che la situazione di emergenza sarà sicuramente, quantomeno di fatto, destinata a protrarsi per buona parte del 2022, mettere a regime la soglia dei 100.000 euro, in luogo degli attuali 60.000, sarebbe di sicuro un’opzione azzeccata.
Nel momento in cui il debitore presenta istanza e onora le rate, non vi è davvero ragione per mantenere l’attuale limite dei 60.000 euro, limite che inibisce un pronto accesso alle dilazioni per coloro i quali, per svariati motivi, non riescono a dimostrare di versare in uno stato di temporanea difficoltà finanziaria.

Se si ragiona in un’ottica di tutela delle casse erariali, si può accettare che, per i piani chiesti dal 1° gennaio 2022, si decada con il mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive, ma analoga esigenza proprio non si rinviene per il limite oltre il quale bisogna dimostrare la temporanea difficoltà finanziaria.

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