Chiamata dell’EFRAG sul voluntary standard per aziende non PMI fuori dalla CSRD
Aperta fino al 20 aprile la Call for interest per la redazione dello standard a uso volontario per le mid cap, definito VS per distinguerlo dal VSME
Scadendo i tempi del pacchetto Omnibus I (si veda “Definita la road map della rendicontazione di sostenibilità” del 21 marzo 2026), l’EFRAG ha lanciato lo scorso 24 marzo, tramite una news sul proprio sito, una “call for expression of interest on voluntary sustainability reporting by non-SME companies outside the scope of the CSRD”.
Con questa call (https://www.efrag.org/en/news-and-calendar/news/efrag-launches-a-call-for-expression-of-interest-on-voluntary-sustainability-reporting-by-nonsme) EFRAG invita le aziende e altri stakeholder a partecipare alle future attività di coinvolgimento e ricerca sull’applicazione del prossimo voluntary standard (VS) dedicato alle aziende non PMI al di fuori dell’ambito della CSRD.
Le attività possono includere webinar, sondaggi, eventi e interviste, volte a raccogliere informazioni su come la rendicontazione sulla sostenibilità si stia evolvendo in tutta Europa e su come il prossimo standard volontario potrebbe essere applicato nella pratica.
In particolare, l’EFRAG prenderà in considerazione le candidature di aziende Ue che non sono PMI e che hanno meno di 1.000 dipendenti o un fatturato annuo inferiore a 450 milioni di euro, per le quali, sin dalla pubblicazione del pacchetto Omnibus, si prefigurava la necessità di principi ad hoc. Essi dovevano tenere conto dei bisogni delle imprese che, a seguito della riperimetrazione dello scope della CSRD, si sarebbero trovate scoperte: non tenute ad applicare gli ESRS, ma allo stesso tempo più complesse rispetto alle imprese destinatarie del VSME (sotto i 250 dipendenti).
L’invito si estende anche a un’ampia gamma di stakeholder, inclusi revisori contabili, associazioni di categoria, finanziatori, partner commerciali, investitori e altri utilizzatori delle informazioni sulla sostenibilità.
Il comunicato di EFRAG precisa che l’adozione del Pacchetto Omnibus I ha ridotto significativamente il numero di aziende soggette all’adozione obbligatoria degli ESRS (semplificati). Le aziende al di fuori dell’ambito della CSRD rimangono libere di elaborare reportistica di sostenibilità volontaria.
Il nuovo VS sarà basato sullo standard volontario per le PMI (VSME) emesso da EFRAG nel dicembre 2024 e che ha ricevuto un endorsement dalla Commissione europea nel luglio 2025 con la Raccomandazione (Ue) 2025/1710. Essa, nel considerando n. 15, ammette che il VSME, per le imprese che resteranno escluse dalla CSRD, rappresenti soltanto una “soluzione intermedia” fino a quando non sarà adottato un principio volontario, “basato sul VSME” come prevede la proposta di semplificazione Omnibus.
Portando a frutto queste indicazioni, la Direttiva (Ue) 2026/470 del 24 febbraio 2026 (c.d. “Requisiti”), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 26 febbraio ed entrata in vigore il 18 marzo 2026, nell’ambito delle modifiche all’Accounting Directive (direttiva 2013/34/Ue) ha introdotto nell’art. 29-bis la definizione di “impresa protetta”, nonché il nuovo art. 29-quaterbis “Principi di rendicontazione di sostenibilità ad uso volontario”. Tale norma conferisce alla Commissione il potere di predisporre entro il 19 luglio 2026 dei principi di rendicontazione a uso volontario per le imprese protette con la duplice finalità di “agevolare la comunicazione volontaria di informazioni sulla sostenibilità da parte di imprese che, alla data di chiusura del bilancio, non superano un numero medio di 1 000 dipendenti occupati durante l’esercizio precedente, e per limitare le informazioni che possono essere richieste a tali imprese nella catena del valore...” (comma 1).
Viene altresì specificato, al comma 2, che tali principi “si basano sulla raccomandazione (UE) 2025/1710 della Commissione, nella sua versione originale”, sono “proporzionati alle capacità e caratteristiche di tali imprese e alla portata e complessità delle loro attività”, e dovranno specificare “nella misura possibile, la struttura da utilizzare per presentare tali informazioni sulla sostenibilità”.
Infine è previsto, al comma 3, il loro riesame almeno ogni quattro anni per tenere conto degli sviluppi in materia di rendicontazione di sostenibilità.
Non è dato ancora sapere se il VS si discosterà o meno dal VSME e in qual misura. È tuttavia presumibile (anche in base alla diversa denominazione che ha assunto) che vi saranno differenze, considerato che il VSME è stato progettato per imprese decisamente meno strutturate (con meno di 250 dipendenti), mentre il nuovo VS dovrebbe modularsi alle midcap secondo un principio di proporzionalità.
Sebbene a uso volontario, il VS sarà formalmente adottato con regolamento delegato, andando indubbiamente a colmare un vuoto normativo a livello comunitario.
L’iniziativa di EFRAG va proprio in questa direzione, accrescendo l’attesa di user e preparer cui tuttavia viene sin d’ora offerta l’opportunità di un coinvolgimento attivo nel processo di definizione dei nuovi principi.
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