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Mercoledì, 23 settembre 2026 - Aggiornato alle 6.00

CONTABILITÀ

Pubblicati i nuovi Principi italiani di valutazione

Gli standard sono applicabili dal 1° gennaio 2027, con possibilità di adozione anticipata

/ Stefano DE ROSA

Mercoledì, 23 settembre 2026

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L’Organismo italiano di valutazione (OIV) ha reso disponibili sul proprio sito la versione definitiva dei nuovi Principi italiani di valutazione (PIV).
I nuovi standard sono applicabili dal 1° gennaio 2027, con la possibilità di un’adozione anticipata (early adoption) su base volontaria. Nel documento, peraltro, viene evidenziato come i PIV esprimano “le conoscenze, le best practices, le tecniche di valutazione correnti alla data in cui sono stati formulati” e, di conseguenza, l’OIV ne ritiene del tutto inappropriata un’applicazione retrospettiva. Inoltre, in nessun modo i PIV 2026 “possono essere considerati principi di valutazione applicabili in revisioni di valutazioni effettuate in periodi precedenti alla data di loro applicazione (1° gennaio 2027)”.

Come indicato nelle premesse del documento, l’adesione ai PIV (che deve essere dichiarata nella relazione di valutazione) richiede due altre condizioni, al fine di garantire valutazioni affidabili e di buona qualità:
- l’adesione (sempre su base volontaria) da parte dell’esperto anche al Code of Ethical Principles for Professional Valuers (emanato dall’IVSC nel dicembre 2011) o al codice etico della categoria professionale di appartenenza;
- che l’esperto di valutazione dichiari la propria competenza relativamente all’oggetto e allo scopo della valutazione stessa.

Viene sottolineato come per i PIV 2026 sia stata adottata una struttura diversa da quella dell’edizione precedente che per alcuni aspetti aveva creato confusione fra gli utilizzatori.
In particolare:
- il testo dei principi è separato dai commenti, dagli esempi e dalle appendici che sono confluiti in un fascicolo separato denominato “razionale dei principi” (che contiene anche la spiegazione delle logiche che hanno portato a definire il singolo principio e un glossario più esteso di termini tecnici, acronimi e simboli specificamente pensato per lettori non tecnici dei PIV);
- il testo dei principi è accompagnato da premesse e da un glossario sintetico che definisce il significato dei termini più utilizzati nei principi stessi.
Inoltre, i commenti si limitano a fornire una spiegazione del principio e non hanno contenuto obbligatorio, né sono esaustivi di tutti i fatti e le circostanze che possono riguardare l’applicazione dello specifico principio.

I PIV sono suddivisi nelle seguenti parti:
- la prima, “La rete concettuale e i principi generali”, fornisce i principi generali comuni alla valutazione di qualunque attività e per qualunque finalità relativi alla base informativa, ai modelli di valutazione e alla documentazione, alle configurazioni di valore, agli approcci valutativi e alle logiche sottostanti alle valutazioni nonché all’utilizzo di premi e sconti e i tassi di sconto nelle valutazioni. Con riferimento alla rete concettuale vengono stabiliti i requisiti di obiettività, giudizio, competenza e deviazioni consentite dai PIV;

- la seconda, “L’attività dell’esperto di valutazione”, contiene i principi che definiscono i contenuti dell’incarico, del processo e della relazione di stima, le carte di lavoro;

- la terza, “Specifiche attività”, riporta i principi attinenti alla valutazione di specifiche categorie di attività che “costituiscono la necessaria congiunzione fra i principi generali della prima parte e le peculiarità proprie delle specifiche attività”. Inoltre, in tale sezione sono identificati i metodi di valutazione coerenti con gli approcci valutativi generali più in uso nella valutazione di specifiche attività;

- la quarta, “Applicazioni particolari”, è dedicata ai principi per specifici scopi (es. bilancio) o operazioni societarie (quali acquisizioni, fusioni, scissioni, conferimenti, aumenti di capitale, recesso).

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