Dal G20 via libera alle misure contro l’elusione fiscale delle multinazionali
Durante il vertice che si è concluso ieri ad Antalya, in Turchia, i leader del G20 hanno dato il via libera alle misure elaborate dall’OCSE di contrasto all’evasione fiscale e si sono impegnati nell’attuazione del piano BEPS (Action Plan on Base Erosion and Profit Shifting).
I capi di Stato hanno accolto con favore i progressi compiuti per aumentare la trasparenza e l’equità del sistema fiscale globale, riaffermando il loro impegno ad attuare lo scambio automatico di informazioni già nel 2017 e, al più tardi, nel 2018.
A ottobre le misure del Piano avevano già avuto il benestare dei Ministri dell’Economia del G20. Si ricorda che il progetto individua soluzioni con l’obiettivo di ridurre le differenze esistenti tra i sistemi impositivi internazionali, in virtù delle quali le imprese multinazionali trasferiscono base imponibile verso Stati a regime fiscale privilegiato, a prescindere dall’esercizio di attività economica in quei territori.
Le misure – aveva sottolineato il Segretario generale OCSE Angel Gurría nel comunicato di presentazione del “pacchetto” per una riforma condivisa delle regole fiscali internazionali – mirano a contrastare i fenomeni di doppia esenzione e ad assicurare un miglior “allineamento” dei sistemi di imposizione con i luoghi di svolgimento dell’attività economica e di creazione della ricchezza.
A regime, aveva proseguito in quell’occasione il Segretario, tali misure renderanno inefficaci le manovre di erosione delle basi imponibili e di allocazione dei redditi in Stati a regime fiscale di favore.
La perdita di gettito derivante da tali manovre è stimata tra i 100-240 miliardi di dollari circa all’anno, o pari a circa il 4-10% del gettito proveniente dall’imposta sul reddito delle società globale. Il progetto risulta quindi particolarmente significativo anche in considerazione del maggior affidamento dei Paesi emergenti sulle entrate derivanti dall’imposta sul reddito delle società.
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