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Martedì, 25 giugno 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Giurisprudenza verso la effettività del contraddittorio

Qualcosa sembra muoversi sul fronte della buona fede tra le parti

/ Alfio CISSELLO

Mercoledì, 15 agosto 2018

Sulla base di alcuni recenti arresti della giurisprudenza tributaria, di merito e di legittimità, sembra emergere una tendenza a valorizzare il contraddittorio tra le parti.
Ma ciò che bisogna salutare con estremo favore è il seguente fatto: alcuni giudici stanno iniziando a dar peso al contraddittorio mediante un approccio concreto, svincolati da paradigmi preconfezionati, non calati adeguatamente nella realtà.

Le Sezioni Unite (9 dicembre 2015 n. 24823) hanno sancito, mediante un principio che ha recepito un orientamento della giurisprudenza comunitaria, che:
- per i tributi armonizzati come l’IVA, il previo confronto tra le parti è sempre necessario, ma se ciò non avviene l’atto è nullo solo se il contribuente dimostra che il vizio non è pretestuoso;
- per quelli non armonizzati,

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