X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Mercoledì, 21 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Valuta estera «dubbia» anche per le fatture elettroniche

La norma e la prassi nazionale sembrano ammettere solamente la redazione di fatture in euro

/ Emanuele GRECO

Lunedì, 14 gennaio 2019

Uno dei punti ancora aperti in tema di fatturazione, a seguito della riforma della direttiva 2010/45/UE, riguarda la possibilità di esprimere gli importi (base imponibile, imposta e totale) in valuta diversa da quella nazionale e quindi, nel caso italiano, in valuta diversa dall’euro.

L’art. 230 della direttiva 2006/112/CE stabilisce che “gli importi figuranti sulla fattura possono essere espressi in qualsiasi moneta, purché l’importo dell’IVA da pagare o da regolarizzare sia espresso nella moneta nazionale dello Stato membro” e che il tasso di cambio sia l’ultimo pubblicato dalla Banca centrale europea al momento in cui l’imposta diventa esigibile.
La direttiva non è stata recepita fedelmente a livello nazionale. L’art. 21 comma 2 lett. l) ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU