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Giovedì, 18 luglio 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Il 28 febbraio riusciremo a schierarci sull’inutile invio delle spesometro?

Sabato, 9 febbraio 2019

Gentile Redazione,
il 28 febbraio si avvicina ed è iniziato il pianto greco, per la prima volta, anche degli imprenditori: proroga spesometro, proroga esterometro, cancellazione comunicazioni IVA... Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire.

Il 28 febbraio 2017 fu la data della Caporetto professionale: addio sogni di categoria, addio al pallido tentativo di farci riconoscere un briciolo di credibilità, addio piccolo sussulto d’orgoglio.
Il 28 febbraio 2019 sarà il giorno per l’epitaffio finale? Uno spiraglio, un lieve moto d’orgoglio, una prova di vita, saremo in grado fornirla? Ebbene... ni.

L’altro ieri, scorrendo svogliatamente un social, mi è caduto l’occhio su questo piccolo inciso, poche parole folgoranti: “Ad ogni modo, leggo del prossimo invio dello spesometro. Ma perché non dire che se un adempimento viene (verrà) abrogato, decadono anche le relative sanzioni (e, quindi, è inutile fare anche la sanatoria delle irregolarità formali per le violazioni – relative allo spesometro – del passato)? Forse perché non l’ha (evidentemente) detto l’Agenzia delle Entrate...”.
Proseguiva poi: “Se un adempimento decade, decadono anche le relative sanzioni (principio del favor...). Questi sono i principi... Se vuoi ti «cito» ... anche una circolare: 180/E 10 luglio 1998, che fa l’esempio dell’abrogazione delle bolle d’accompagnamento e della conseguente non sanzionabilità delle stesse. Io non invierei nessuno spesometro...” (fonte: Dario Deotto su facebook).

Orsù dunque, che fare il 28 febbraio 2019? Uso consapevole delle norme?
Siamo in grado di elaborare una circolare, con una certa Fondazione, che, partendo da quanto sopra, sia in grado di dare l’avvio alla marcia pacifica per la riconquista del nostro ruolo di “interpreti qualificati”?

Prendiamo atto che questa categoria è piuttosto pavida e non è in grado di fare grandi battaglie, ma forse stavolta potrebbe schierarsi, tanto lo dice pure l’Agenzia (citata circ. n. 180/98).
Sarà la volta buona?
Il “ministerial-oracolo” si pronunciò e con esso anche qualche Commissione: saremo in grado di produrre un testo “profano” che convinca i trasmettitori seriali a svestire i panni degli intermediari e li riconduca sulla (retta) via della vera professione?

In attesa (temo vana) di uno spunto di orgoglio dei vertici, vi invito a meditare: facciamo gli struzzi con la proroga o alziamo la testa, consapevoli del nostro valore, e ci sediamo a guardare il cielo?


Tania Stefanutto
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Brescia

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