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Lunedì, 26 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

IL PUNTO / FISCALITÀ INTERNAZIONALE

Utili accreditati su conti esteri con «netto frontiera»

L’orientamento negativo dell’Agenzia delle Entrate rischia però di condurre a un contenzioso potenzialmente di vasta portata

/ Mario BONO e Gianluca ODETTO

Mercoledì, 10 aprile 2019

Le corrette modalità di tassazione dei dividendi esteri percepiti direttamente dalle persone fisiche, senza l’intervento di una banca residente per la relativa riscossione, scontano tuttora una situazione di particolare incertezza.

Infatti, in deroga al principio generale per cui la base imponibile dei redditi di capitale si determina al lordo delle imposte estere, per gli utili da partecipazione la strada prescelta dal legislatore della riforma del 2003 è stata quella di riconoscere il c.d. “netto frontiera”: se, quindi, gli utili di fonte estera sono riscossi con l’intervento di un intermediario residente, questo opera una ritenuta a titolo d’imposta del 26% in ingresso, la quale esaurisce ogni adempimento a carico del percipiente, sull’importo al netto

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