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Nessuna sospensione della rata di aprile per i pensionati all’estero

/ REDAZIONE

Martedì, 31 marzo 2020

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Non saranno sospesi i pagamenti della rata di aprile per i pensionati residenti all’estero, seppur non abbiano potuto concludere il procedimento di verifica dell’esistenza in vita.

Lo ha reso noto ieri l’INPS con il messaggio n. 1418/2020, precisando che tali soggetti saranno interessati dalla seconda fase dell’accertamento generalizzato dell’esistenza in vita che, come già comunicato con messaggio n. 1249/2020, sarà avviata presumibilmente ad agosto 2020 (si veda “Sospesa la seconda fase di accertamento dell’esistenza in vita riferita a 2019 e 2020” del 20 marzo 2020).

Si ricorda che la prima fase dell’accertamento è stata già avviata da Citibank nel mese di ottobre 2019, con l’invio ai pensionati INPS (residenti in Africa, Oceania ed Europa) del modulo necessario all’attestazione di esistenza in vita.
Quest’ultimo doveva essere restituito entro il 13 febbraio 2020, in caso contrario Citibank ha effettuato il pagamento della sola rata di marzo 2020 attraverso Western Union.

Per ripristinare le precedenti modalità di pagamento, la riscossione personale della rata di marzo sarebbe dovuta avvenire entro il 19 marzo 2020, pena la sospensione dalla rata di aprile 2020.
Tuttavia, a causa della diffusione del virus COVID-19 anche fuori dai confini italiani e la conseguente adozione da parte dei vari Paesi di misure restrittive al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica, i pensionati sono impossibilitati a recarsi da “testimoni accettabili” o nelle agenzie di Western Union per la riscossione della rata di marzo.

Pertanto, visto tale impedimento, i pagamenti della rata di aprile non saranno sospesi.

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