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Sabato, 6 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

INIZIATIVE DI CATEGORIA

La Cassa ragionieri approva il consuntivo 2019

/ REDAZIONE

Mercoledì, 29 aprile 2020

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Con un’assemblea svolta integralmente in video-conferenza, la Cassa di previdenza dei ragionieri ha approvato, nella giornata di ieri, il bilancio consuntivo relativo al 2019. Il documento contabile si chiude con un utile, al lordo di accantonamenti e rettifiche di valore, pari a 165,3 milioni di euro e un utile netto di 64,08 milioni.

A influenzare positivamente il risultato a consuntivo sia la minore rettifica dei valori mobiliari iscritti nel circolante, con una svalutazione di 4,3 milioni a fronte dei 15 preventivati, sia i buoni rendimenti derivanti dalla gestione del patrimonio mobiliare, ottenuti grazie al positivo andamento dei mercati finanziari.

“L’andamento dei mercati mobiliari nell’ultimo semestre del 2019 – scrive l’ente guidato da Luigi Pagliuca nel comunicato stampa diffuso ieri – ha prodotto un risultato oltre le attese, che ha consentito all’ente di annullare la sensibile svalutazione di oltre 40,6 milioni appostata nell’esercizio 2018 grazie agli ottimi risultati realizzati sia dagli investimenti in gestione attraverso i mandati, sia attraverso gli investimenti dei titoli diretti”.

Grazie ai rendimenti registrati negli ultimi sei mesi del 2019, si è riuscito a “recuperare integralmente l’appostamento della fiscalità differita sulle minusvalenze fiscali in unico esercizio”. All’utile lordo di 165,3 milioni di euro, cresciuto di quasi 45 milioni rispetto a quello dell’anno precedente (nel 2018 il risultato lordo era stato di 120,4 milioni), si riusciti ad arrivare anche grazie alle “rettifiche di valore dei crediti verso iscritti e conduttori di immobili, che assommano a 56,5 milioni di euro circa, alla svalutazione delle partecipazioni immobilizzate per 39,3 milioni a fronte di perdite di valore ritenute durevoli, mitigati dalla ripresa di valore delle partecipazioni iscritte nell’attivo circolante per euro 8,08 milioni, dall’accantonamento per rischi ed oneri per euro 9,2 milioni di euro”.

Oltre le stime della vigilia anche il totale degli iscritti e dei pensionati attivi, risultati pari a 28.589, a fronte dei 28.290 sui quali si sono stimate le entrate contributive del 2019 nel bilancio di previsione. Le pensioni erogate, invece, sono, tra dirette e indirette, 9.760 (la stima previsionale era di 9.701), con un incremento di 249 prestazioni, pari al 2,62% in più. Tale incremento, fa sapere la Cassa, è per buona parte dovuto alle 162 pensioni in cumulo erogate nel 2019 (128 di vecchiaia, 1 indiretta e 33 pensioni anticipate). La spesa previdenziale si è attestata a 235,6 milioni a fronte di una previsione assestata di 239,7. L’accertamento delle entrate per contributi è pari a 345,2 milioni (incluse le sanzioni e gli interessi per ritardato pagamento) a fronte di una previsione assestata di 315,3 milioni.

Tornando, invece, agli investimenti, in totale la CNPR ha un patrimonio investito di 2.110,4 milioni di euro, a fronte di una valutazione a mercato di 2.218,3 milioni. Le gestioni patrimoniali mobiliari hanno fatto registrare un rendimento finanziario del 14,90%, “un risultato pressoché allineato rispetto all’asset allocation strategica che ha chiuso il 2019 al 15,02%”. Nel giro di 4 anni e mezzo, ovvero dal 25 giugno 2015 (data in cui è stato conferito il mandato di gestire il patrimonio a soggetti selezionati tramite una gara europea) al 31 dicembre scorso, il rendimento è stato pari a “+21,03% contro il rendimento del benchmark dell’AAS che registra da inizio mandato un +25,08%”.

Numeri positivi a cui fanno da contraltare quelli che si sono registrati nel primo trimestre 2020, con l’emergenza prodotta dalla pandemia di COVID-19 che ha fortemente influenzato il mercato. “Le gestioni patrimoniali – scrive l’ente – da inizio anno alla fine di marzo hanno fatto registrare un rendimento finanziario negativo del -12,63% contro un rendimento del portafoglio benchmark del -12,29%. Si auspica che le misure di politica fiscale e di politica monetaria, consentano un recupero dopo la stabilizzazione delle misure di contrasto alla pandemia, come emerge dai primi risultati del rendimento finanziario registrati in aprile”.

A proposito di emergenza, nel corso dell’assemblea, è stata approvata una modifica al regolamento della previdenza, finalizzata a “superare la duplicazione del contributo integrativo gravante sui soci delle STP, a fronte delle prestazioni fatturate alla società cui partecipano”. Per fare sì che tale modifica diventi operativa, si aspetta il via libera dei Ministeri vigilanti.

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