Il profitto della dichiarazione fraudolenta è il risparmio d’imposta
La Cassazione n. 30296/2022 ha precisato che il profitto del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di documenti falsi (art. 2 del DLgs. 74/2000) si identifica nel risparmio d’imposta, ossia nella mancata decurtazione del patrimonio quale conseguenza del mancato versamento delle imposte.
In presenza di una società di persone (nelle specie, una sas), peraltro, tale profitto quale risparmio d’imposta si identifica:
- quanto alle imposte indirette, nell’IVA evasa;
- quanto alle imposte dirette, nella differenza tra l’imposta versata e quella effettivamente dovuta senza tenere conto dei costi indebitamente indicati dalla dichiarazione della persona fisica.
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941