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Nuovi tassi di interesse per i prestiti estinguibili con cessione del quinto della pensione

/ REDAZIONE

Giovedì, 5 gennaio 2023

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L’INPS, con il messaggio n. 135 pubblicato ieri, ha recepito il decreto n. 103604/2022 del MEF, Dipartimento del Tesoro, con cui sono stati indicati i tassi effettivi globali medi (c.d. TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, determinati ai sensi dell’art. 2 comma 1 della L. 108/96, rilevati da Banca d’Italia e in vigore per il primo trimestre dell’anno (quindi tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2023).

In relazione ai prestiti da estinguersi dietro cessione del quinto dello stipendio e della pensione, è stato determinato il valore dei tassi entro la soglia usura da applicarsi agli interessi annuali nel primo trimestre 2023, distinguendo tra due categorie di prestiti: per i prestiti fino a 15.000 euro il tasso medio è pari a 12,66 (e soglia usura pari a 19,8250); per i prestiti oltre i 15.000 euro il tasso medio è pari a 8,69 (e soglia usura pari a 14,8625).

Ne consegue che i tassi soglia del tasso annuo effettivo globale (c.d. TAEG) da utilizzare per i prestiti estinguibili con cessione del quinto della pensione, concessi dalle banche e dagli intermediari finanziari in regime di convenzionamento ai pensionati, variano in base alle fasce di età dei pensionati e alla classe di importo del prestito (ossia fino o oltre 15.000 euro): maggiore è l’età del pensionato (da intendersi quella maturata a fine piano di ammortamento), maggiore sarà il tasso soglia TAEG applicabile.

L’INPS precisa che la procedura dedicata alla gestione di tale processo, denominata “Quote Quinto”, effettua un controllo “bloccante” sui nuovi tassi applicati inibendo la notifica telematica, da parte delle banche o degli intermediari finanziari, dei piani di cessione del quinto della pensione ove i tassi applicati risultino superiori a quelli convenzionali.
Viene, infine, specificato che per la classe di età “maggiore di 79 anni” i tassi soglia coincidono con i tassi soglia usura di cui al citato decreto.

Le modifiche in parola sono operative dal 1° gennaio 2023.

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