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Il Consiglio Ue adotta una raccomandazione su un adeguato reddito minimo

/ REDAZIONE

Martedì, 31 gennaio 2023

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Dal comunicato stampa pubblicato nella giornata di ieri, 30 gennaio 2023, sul sito del Consiglio europeo e del Consiglio dell’Unione europea, si apprende dell’intervenuta formale adozione, da parte del Consiglio dell’Ue, di una raccomandazione volta a combattere la povertà e l’esclusione sociale, a perseguire elevati livelli di occupazione promuovendo un reddito minimo, l’accesso effettivo ai servizi abilitanti ed essenziali per le persone prive di risorse sufficienti, favorendo altresì l’integrazione nel mercato del lavoro dei soggetti in grado di lavorare.

Con tale provvedimento di natura programmatica, il Consiglio raccomanda agli Stati membri di fornire – e, se è necessario di rafforzare – solide e mirate reti di sicurezza sociale attraverso un adeguato sostegno al reddito mediante prestazioni di reddito minimo.

Vengono, quindi, esortati gli Stati dell’Unione a fissare il livello del reddito minimo avvalendosi di una metodologia trasparente e solida, in conformità con il diritto nazionale, e con il coinvolgimento dei pertinenti portatori di interessi. Ciò, in considerazione di una serie di fattori, quali le fonti di reddito complessive, le esigenze specifiche e le situazioni di svantaggio delle famiglie, il reddito di un lavoratore a basso salario o di un lavoratore che percepisce il salario minimo, il tenore di vita e il potere d’acquisto, nonché i livelli dei prezzi e il relativo andamento.

La raccomandazione in parola mira al raggiungimento dell’adeguato livello di sostegno al reddito in modo graduale, entro il 2030, al fine di salvaguardare la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Ad avviso del Consiglio dell’Ue, il reddito minimo riveste un ruolo chiave per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, tanto da contribuire a favorire una ripresa sostenibile e inclusiva in situazioni di crisi economica, specialmente per i soggetti più svantaggiati. Il che risulta evidentemente necessario nell’attuale momento storico successivo alla pandemia di COVID-19, caratterizzato dall’aumento dei prezzi dell’energia e dall’inflazione determinati dall’ingiustificata guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, con conseguenti ripercussioni sulle famiglie a reddito basso e medio-basso.

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