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ANC: «Più tempo per la compensazione dei crediti d’imposta gasolio»

/ REDAZIONE

Giovedì, 7 marzo 2024

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È necessario riaprire i termini per portare in compensazione il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio, previsto per le aziende munite della licenza di esercizio dell’autotrasporto di cose in conto proprio e per quelle che effettuano servizi di trasporto di persone su strada.

La richiesta arriva dall’Associazione nazionale commercialisti che, attraverso una nota stampa diffusa ieri, ha spiegato che è stato concesso troppo poco tempo alle imprese interessate per poter presentare i modelli F24 ai fini dell’utilizzo del credito in compensazione. Stando a quanto disposto dal DL 144/2022 (conv. L. 175/2022) e dai successivi decreti attuativi, i crediti d’imposta potevano essere utilizzati in compensazione entro il 31 dicembre 2023.

“Il problema – ha spiegato Marco Cuchel, Presidente dell’ANC – è che i codici tributo da utilizzare in compensazione sono stati istituiti solamente lo scorso 24 novembre (con le risoluzioni 63/E e 64/E), lasciando così appena 38 giorni per poter presentare il modello F24 ai fini dell’utilizzo del credito in compensazione”. Un tempo, ha aggiunto, “evidentemente insufficiente, che non ha permesso a molte imprese di riuscire a portare in compensazione i crediti spettanti entro il termine stabilito dalla norma”. Di qui, la richiesta di riapertura dei termini, che l’associazione sindacale di categoria ha già portato all’attenzione del Ministero competente.

Con un’altra nota stampa, diffusa sempre ieri, l’ANC si è soffermata anche sulle mancate semplificazioni fiscali, “sbandierate” da tempo ma “mai effettivamente realizzate”. Specie sull’operazione precompilata, secondo l’associazione, la comunicazione è “fuorviante”. È stata annunciata la messa a disposizione, in via sperimentale, di una sorta di percorso guidato che dovrebbe rendere più agevole e autonoma la compilazione da parte del contribuente.

“In realtà – ha rimarcato Cuchel – non cambia nulla, se non la procedura e l’interfaccia. Al posto dei campi appariranno domande dirette e in forma chiusa, ma quello che non muta è il sostanziale rifiuto di un approccio open data”, che permetterebbe a contribuenti e commercialisti di accedere a tutti i dati in possesso dell’Amministrazione.

Così come sembra “pura propaganda” il messaggio secondo cui, con l’operazione precompilata, è possibile fare tutto senza la necessità di un commercialista o di un CAF, una cosa, ha concluso Cuchel, “che è puntualmente smentita dai dati”.

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